– MAKE ME SHINE – Insunsit

Bentornati all’appuntamento con il Make me Shine, sono particolarmente felice dell’artigiana che vi presenterò oggi. In primis mi sono accorta mentre scrivevo questo articolo che è perfettamente in tema con il mese di maggio, nella ruota dell’anno infatti è dedicato al “germogliare-sbocciare”. Inoltre lei è una Star dell’artigianato italiano, tantissime di voi infatti, anche senza saperlo la conoscono o conoscono il suo lavoro che è assolutamente unico e inimitabile. Infatti, oltre a creare i propri prodotti handmade, realizza bellissime grafiche, rigogliose e lussureggianti che si trasformato in tessuti. Grazie alla sua collaborazione con The Color Soup,  permette a tanti artigiani di usare i suoi pattern per creare i loro articoli arricchendoli del suo stile inimitabile. Forse avrete già capito di chi sto parlando… Continua a leggere

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Smetti di litigare con l’armadio, ritrova la gioia di agghindarti!

Scorsa settimana abbiamo introdotto l’argomento gioielli e colori. Soprattutto per quanto riguarda il fatto di cambiare ogni tanto gli abbinamenti.

Credimi ti capisco, anche io alcuni periodi tendo a mettere sempre le stesse cose e questo, mi rendo conto, mi fa cadere nella sindrome di “Non ho niente da mettere!” Si perchè non lo faccio solo con gli accessori ma anche con gli abiti, sono stata capace di indossare gli stessi due maglioni e gli stessi pantaloni per settimane, lavando uno e mettendo l’altro (almeno per uscire, poi a casa no) tra l’altro indossandoli con lo stesso ciondolo ogni volta. Risultato? Mi sembrava che il mio guardaroba all’improvviso fosse diventato minuscolo, e tristissimo, una noia mortale, ma scrivendo questo post ho riaperto l’armadio e ieri ho tirato fuori un vestito diverso!

Ci voleva proprio! Continua a leggere

-MAKE ME SHINE – La ragazza del Fico d’India

Carissimi amici, sono davvero felice oggi di avere nella mia rubrica MAKE ME SHINE l’artigiana di oggi perché, sono un po’ di parte, mi ricorda la Sardegna, e come molti sanno, sono al 50% sarda. Quindi lei davvero mi fa splendere in tanti modi diversi se non bastasse la bellezza delle sue creazioni.

L’altro motivo per cui sono felice è di aver finalmente accalappiato una vera innovatrice, ve ne avevo accennato nel post sui gioielli innovativi vi ricordate? Se vi eravate fatti qualche domanda, beh oggi speriamo di rispondere a tutte. Ma cominciamo subito la nostra intervista a Sara.

Come si chiama il tuo brand e di cosa si occupa?

Il mio brand si chiama “la ragazza del fico d’india”, mi occupo della creazione di gioielli ispirati alla natura e per farlo utilizzo le fibre essiccate, principalmente di fico d’india.

Come hai scelto questo nome e perché?

Il nome del mio brand è nato casualmente durante il PRIMO mercatino a Cagliari. Invece di stare al banco mi trovavo all’esterno (ma veramente?!) a chiacchierare, quando, una collega uscì per cercarmi gridando disperata: DOV’E’ LA RAGAZZA DEL FICO D’INDIAAAA?!?!?!
Al tempo non conoscevo ancora nessuno, fu un mix tra imbarazzo e illuminazione!

DOV’E’ LA RAGAZZA DEL FICO D’INDIAAA?!?!?

Mi parli della tecnica che usi e del tuo lavoro?

La particolarità del mio lavoro è inglobare sotto resina dei piccoli frammenti di fibra che ottengo dalla lavorazione delle pale essiccate del fico d’india, giocando con i colori, i contrasti e le gradazioni naturali propri di questa trama. Nell’anno appena trascorso è nata una nuova collezione che racconta anche la mia crescita personale, dai tratti più sottili e delicati e che vede come protagonisti gli scheletri delle foglie e le loro venature.

Come l’hai scoperta ed imparata, come ci sei arrivata?

Ho sempre pensato che la Sardegna avesse risorse da scoprire e da sfruttare, così dopo un processo creativo ho iniziato a sperimentare con la resina unendola a vari elementi naturali. Il momento dell’illuminazione è stato quando sono inciampata nella fibra del fico d’india e ho notato le sue caratteristiche che si sono rivelate perfette per dare forma alle mie creazioni!

Ho fatto tanti esperimenti, molti dei quali fallimentari fino ad arrivare al risultato che vedete oggi. Nonostante sia soddisfatta, la mia ricerca continua tutti i giorni, e il prodotto è sempre in evoluzione.

Le mie pagine non sono solo una vetrina di gioielli ma rappresentano anche un piccolo oblò da cui osservare la passione per mio lavoro che metto nella vita di tutti i giorni.

Come sei arrivata on line e dove proponi le tue creazioni?

A breve sarà online il sito ufficiale per l’acquisto diretto dei gioielli. Per il momento i canali che preferisco sono Facebook e Instagram (la ragazza del fico d’india) che mi permettono di interagire e di conoscere meglio i miei clienti per capire i loro desideri. Le mie pagine non sono solo una vetrina di gioielli ma rappresentano anche un piccolo oblò da cui osservare la passione per mio lavoro che metto nella vita di tutti i giorni.

Da dove trai l’ispirazione e le idee per le tue creazioni?

A me piace viaggiare, quindi potrei dirti che traggo ispirazione nell’esplorare nuovi posti e nel trovarmi in situazioni sempre diverse, mi sento abbastanza ricettiva verso il mondo esterno. In realtà, per quanto appaia un po’ tra le nuvole, osservo molto! Mi piace vivere pienamente ogni momento della mia giornata e quando si è attenti alle cose e alle persone che ci circondano non è importante il dove e il come: a casa, in ufficio o in un posto nuovo, l’ispirazione arriva, bisogna saperla riconoscere.

Qual’è il lavoro, l’esperienza, l’evento che ti ha dato più soddisfazioni e perché?

Da quando ho iniziato a fare questo lavoro è stato sempre un crescendo di esperienze e soddisfazioni che quotidianamente mi spronano e motivano.
Ad ogni fiera mi rapporto con persone nuove, clienti e colleghi, e questo è un’ottimo modo per confrontarsi e migliorarsi e ogni volta che chiudo il banco torno a casa con un bagaglio più grande!

la leggenda narra che quando si inizia a lavorare li, il sito si prende in cambio qualcosa a cui tieni…

Qual’è la cosa più strana, buffa o assurda che una cliente ti ha chiesto?

Le richieste sono strane e le più disparate, una delle cose più simpatiche che ricordo è la storia di una archeologa che perse un mio orecchino nel sito peruviano dove lavorava. Mi raccontò che la leggenda narra che quando si inizia a lavorare li, il sito si prende in cambio qualcosa a cui tieni… i miei gioielli le piacevano così tanto che mi chiese di replicarli!

Quali sono i progetti per il futuro?

Il prossimo appuntamento sarà sicuramente la mostra dell’artigianato di Firenze che si terrà dal 21 aprile. Dopo un’intensa stagione Natalizia però mi voglio premiare con una lunga vacanza, andrò a esplorare nuove terre e tornerò sicuramente con altre nuove idee e per i nuovi progetti ne riparleremo a Maggio 😉

Ho vissuto all’estero qualche anno pensando ci fosse qualcosa di più e sono tornata spinta da quello che qui chiamiamo “mal di Sardegna”.

Cosa speri arrivi alle tue clienti attraverso il tuo lavoro?

Ho vissuto all’estero qualche anno pensando ci fosse qualcosa di più e sono tornata spinta da quello che qui chiamiamo “mal di Sardegna”.
E’ vero, non è facile trovare in quest’isola la propria dimensione, ma con le giuste idee, motivazione e perseveranza la strada la si trova sempre. Sono sicura che il mio impegno traspaia in quello che faccio e che ai miei clienti arrivi la passione per il mio lavoro, l’amore che ho per la mia terra e per me stessa.

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Sono sicura che queste creazioni vi hanno già rubato il cuore, come è successo a me, (del resto oggi è San Valentino, ottimo giorno per innamorarsi!) quindi per seguire Sara nei suoi viaggi potete andare sui suoi social e vederla al lavoro su:

FACEBOOK https://www.facebook.com/laragazzadelficodindia/

INSTAGRAM https://www.instagram.com/laragazzadelficodindia/

AVVISO IMPORTANTE !!!

Vi ricordo che il prossimo MAKE ME SHINE sarà diverso dal solito, infatti cadrà esattamente nel giorno del mio compleanno quindi per un giorno non sarò io a fare le domande, ma VOI. Significa che l’artigiana del giorno sarò io e potrete chiedermi tutto quello che vorrete. COME?  Andate a questo link per inviarmi le vostre domande, cercherò di essere il più chiara e sincera possibile. 

Eventi di Primavera!

10264675_10152311449145935_2323054810157122164_nMentre finivo di fare l’ultima valigia per Firenze, definivo insieme alle altre ragazze del team i dettagli del prossimo Craft Party. In realtà questo ha avuto una gestazione lunga, nel senso che era in fase di preparazione da fine febbraio (praticamente appena avevamo finito l’altro) , ma per vari motivi è stato spostato, sospeso, ripreso, modificato e alla fine siamo giunti alla sua definizione.

sette-sposeCi ospiteranno di nuovo i ragazzi di Roma Makers (mi sembriamo tanto “Sette spose per sette fratelli”) e il progetto è davvero stuzzicante.

Realizzeremo dei timbri, alcuni usando le macchine del fablab, altri, sotto la guida di Paola, a mano. Dopo una breve dimostrazione pratica di come se ne prepara uno, con gli altri andremo a decorare vari oggetti (ognuno può portare quello che preferisce da casa) in legno, carta, cartone.5_scatole_bauletti

Quindi non mancate il 10 maggio, qui c’è il link per avere tutti i dettagli e iscriversi, mi raccomando non perdete tempo ci sono pochi posti https://www.facebook.com/events/679821768749830/

 

Commenti sull’Hobbyshow

imagesIeri sono andata a vedere l’HobbyShow alla Nuova Fiera di Roma, ingresso 12 euro (per fortuna mi avevano dato biglietto omaggio), parcheggio a pagamento (se volete rimanere relativamente vicini), 91 espositori all’interno.

Diciamo che la Nuova Fiera di Roma già di per se meriterebbe un post a parte, ma in quel capannone opprimente dove si svolgeva la manifestazione non c’è stato quasi nulla che mi è piaciuto!

Premetto che non l’avevo mai visto e quindi forse le mie aspettative erano un po’ alte, ma caspita in una manifestazione che deve svegliare la creatività forse ci voleva qualcosa di nuovo.

I vari stand avevano più o meno tutti gli stessi prodotti, prevalentemente dedicati all’hobbistica  femminile, quelli dei tessili tutti con le stesse fantasie, quelli dedicati al cake design con sfilze di stampi in silicone e accessori analoghi (forse sono un po’ insofferente dai vari programmi dedicati al cake design che invadono la televisione) e poi gli articoli da belle arti, ogni stand aveva gli stessi del negozio accanto e del negozio dove lavora mia sorella!
Insomma io se vado in una manifestazione del genere voglio vedere delle novità.
Per loro fortuna le persone sciamavano intorno e si fermavano sui tavolini allestiti nei vari stand per provare le varie tecniche che proponevano, ma basta aprire un tutorial su Youtube o navigare in rete per trovare mille cose più interessanti e innovative.
1959266_10203295443616418_1231423946_nCosa mi è piaciuto? Gli stand indipendenti, alcuni sparuti artigiani che proponevano i loro prodotti finiti, e gli stand associazionisti, come l’ADMI e ARTISTE DI MESTIERE, la prima è l’acronimo di Associazione Dolls House e Miniature Italiane , dove le socie presentavano alcune deliziose miniature realizzate dai loro membri ed era possibile partecipare a dei workshop per imparare i rudimenti della miniatura. Nel secondo stand regnava il vetro, la tecnica Tiffany applicata, pinze, saldatori, e migliaia di pezzi di vetro artistico a disposizione di chi voleva cimentarsi nella realizzazione di piccoli oggetti e bijoux.

I pochi maschietti presenti orbitavano intorno allo stand dell’Associazione Italiana Aerografisti, che era sommersa dalle domande dei curiosi e che aveva allestito uno stand molto simile ad un’officina con parti di auto pronte da decorare dal vivo, e poi c’era il banco da lavoro di Cominter che con tre semplici attrezzi mai visti prima, faceva esibizioni paragonabili a quelle della famosa Vanna Marchi.

http://www.cominter-dinosaure.com/it/videos-it
downloadUna grande novità invece è stata la presenza di Dawanda in occasione della sua apertura in Italia. Cos’è Dawanda? Dawanda è una piattaforma europea di vendita on line per artigiani che segue, insieme ad altre che stanno aprendo sul web un po’ ovunque, la scia di Esty . Ho trovato molto intelligente che un’azienda di questo tipo andasse lì dove c’è la sua potenziale clientela, cosa che non hanno fatto altri. Trovo che conoscere di persona l’azienda aiuti sia i venditori che gli acquirenti, e un feedback diretto su quello che va e che non va è un’occasione che le aziende del settore che non erano lì hanno perso.