MAKE ME SHINE 3BUU

Torniamo dalle vacanze con un nuovo capitolo di MAKE ME SHINE, la rubrica che mi fa splendere. Questo mese l’ospite è a cavallo tra arte e artigianato, molto sperimentale, assolutamente “folle” e mi fa impazzire. Ogni volta che vado a birciare nel suo shop trovo cose nuove e particolari, mai banali, mai noiose. Sicuramente può piacere oppure no, io avendo due anime passo dal “bon ton” al “crazy” senza problemi e questo è un grande vantaggio, perché avere una visione così ampia mi permette di godere di entrambi.

Ora vado a presentarti Carolina e il suo brand pazzesco.

Come si chiama il tuo brand e di cosa si occupa, da dove viene questo nome?

Il mio brand si chiama “3BUU”, è un contenitore di quello che è il mio lavoro artistico-artigianale.

Volevo un nome breve facile da ricordare con una grafica pulita e con un bel suono.

Mi parli della tecnica che usi e/o del tuo lavoro? 

Per questo progetto uso una tecnica mista cucito, pittura, assemblaggio, ricamo ecc.

Come ci sei arrivata, perchè l’hai scelta? 

È stata del tutto casuale, mi dava una grande libertà di intervento il tessuto la pittura, il ricamo, il collage, il cucito e poi la tridimensionalità, attraverso l’imbottitura, dava una grande forza al lavoro.

Come sei arrivata a proporti on line?

Con l’aiuto di un amico, ho preso coscienza dell’unicità del mio lavoro e volevo condividerlo e far conoscere il lavoro STRAORDINARIO di J.M.Basquiat.

Da dove trai l’ispirazione e le idee per le tue creazioni?

Ho avuto sempre, fin da piccola, un’attitudine e curiosità per i materiali più diversi e per come poterli utilizzare e mescolare tra loro. Ho sperimentato negli anni diverse tecniche: pittura ,scultura installazione, assemblaggio collage, cucito, grafica ecc.
Non ho una specifica formazione scolastica e, da creativa autodidatta, ho cercato di mantenere una libertà ed indipendenza dalle mode o dalle tendenze, seguendo l’istinto e la curiosità per un materiale, o per una tecnica di realizzazione, o ancora ispirandomi ad artisti, designer, creativi, luoghi e momenti di vita.

Questo progetto, è un omaggio all’artista americano “Jean Michel Basquiat “. Avevo letto e visto qualcosa interessandomi ad Andy Warhol, alla Factory e al movimento artistico di quegli anni ma il primo vero e travolgente incontro con l’opera di J.M.Basquiat, avviene durante una vacanza a Londra.

Siamo nel 1996, alla Serpentine Gallery è stata da poco inaugurata la prima importante mostra in Europa dedicata a lui, sono esposte diverse ed importanti opere ed inoltre sono proiettati alcuni filmati con interviste.
Entusiasmante!
Lo stesso anno sono a Venezia quando, alla Mostra del Cinema viene presentato il film di Julian Schnabel “Basquiat”.

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Un’altra importante occasione mi è data nel 1999 da una mostra organizzata a Trieste al Museo Revoltella. Nella stessa estate sono promotrice assieme ad un’associazione culturale di un evento legato alla “street art” in particolare ai graffiti. L’ospite principale è l’artista Aaron Goodstone “Sharp” graffittista di New York che all’epoca conobbe Basquiat, mi parla di lui e mi racconta episodi della sua vita di quel periodo.

Tutti questi avvenimenti ed incontri si accumulano e sedimentano per riemergere finalmente proprio con il lavoro dei “puppets”.Tutti i soggetti dei manufatti sono “particolari” estrapolati da alcune delle opere dell’artista, infatti, è tale la complessità dell’opera che la sua comprensione richiede a mio avviso una sorta di frammentazione per particolari sempre più piccoli. In questo modo ogni soggetto prende corpo e forma. Questo esercizio è stato per me come condividere in piccolissima parte con l’artista, l’emozionante esperienza creativa.

Come definiresti il tuo stile?

Non ho mai pensato ad una definizione, definire confini di movimento, la curiosità la vita e l’amore per l’arte mi portano a non averne, a sperimentare continuamente, a non dare niente per scontato.

Qual’è il lavoro/l’esperienza/l’evento che ti ha dato più soddisfazioni e perché?

Nel 2006 i “puppets” erano presenti al bookshop della Triennale di Milano durante la mostra “The Jean Michel Basquiat Show”, è stato davvero eccitante , essere presente con i miei lavori in contemporanea a quelli straordinari di J.M.B. una vetrina sul mondo.

E poi i miei clienti, alcuni davvero speciali, che con il loro commenti e considerazioni sul mio lavoro sono un grande stimolo sia per il lavoro ma soprattutto per la mia vita.

Quali sono i progetti per il futuro?

Cercare sempre di mantenere libertà, entusiasmo ,onestà e curiosità nelle cose che farò.

Cosa speri arrivi ai tuoi clienti attraverso il tuo lavoro?

A questa domanda vorrei risponderti con un commento che mi ha inviato Beth,una mia cliente americana a proposito di cosa trasmette questo mio lavoro:

“Carolina’s work for me, comes from not just a place of tribute to Jean Michel Basquiat, but also to the importance of visceral street art. A language all its own.
In her small pieces, many inspired from details in Basquiat paintings; I see wit, and honesty, made with appreciation and love.

The fact that Carolina’s pieces are small allows me to live with them comfortably. They can be hung on a wall, propped on a desk or nestled with books on a shelf. Art should be everywhere in our environment & I find great satisfaction resting my eye on a sculpture that amuses, challenges, inspires, and gives me a moment to reflect on the infinite wonder, beauty & yes, sometimes sadness of our world.

Like reading a good book living with art enhances your life in a profound way. Pleasure is to be found in many kinds of narratives. Carolina is a great storyteller. Her works are like bits of poetry made real.”

(trad. d.r.) “Il lavoro di Carolina per me, non è solo un tributo a Jean Michel Basquiat, ma anche all’importanza della street art viscerale. Una lingua tutta sua.
Nei suoi piccoli pezzi, molti ispirati ai dettagli nei dipinti di Basquiat; Vedo arguzia, e onestà, fatta con apprezzamento e amore.

Il fatto che i pezzi di Carolina siano piccoli mi permette di viverli con comodità. Possono essere appesi a un muro, appoggiati su una scrivania o esposti con libri su una mensola. L’arte dovrebbe essere ovunque nel nostro ambiente e trovo una grande soddisfazione nel riposare lo sguardo su una scultura che diverte, sfida, ispira e mi dà un momento per riflettere sull’infinita meraviglia, bellezza e sì, a volte tristezza del nostro mondo.

Come leggere un buon libro, vivere l’arte migliora la tua vita in modo profondo. Il piacere si trova in molti tipi di narrativa. Carolina è una grande narratrice. Le sue opere sono come pezzi di poesia resi reali. “

Ogni artigiano ha un tallone d’Achille, uno step difficile da superare, oppure vede dei difetti nel proprio lavoro che cerca continuamente di migliorare, tu ne hai uno? Quale?

Non ho un vero tallone d’Achille, credo che la sfida sia ogni giorno, ed ogni giorno cerco di migliorare e superare al meglio quello che la vita mi riserva, con passione ed entusiasmo, e continuare a raccontare storie.

Se volete capire davvero lo stile e le opere di 3BUU vi consiglio di seguirla, perché come lei stessa ci ha narrato il suo è un continuo work in progress, un’evoluzione e quindi non basta vederla una volta per sapere cosa fa. Per questo andate a vedere il suo SHOP e poi vi lascio i suoi link qui sotto

Facebook: https://www.facebook.com/3buu.it/

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Tumblr: https://3buu.tumblr.com/

 

 

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MAKE ME SHINE Barsa Design

Ciao come stai oggi? Eccoci al penultimo MAKE ME SHINE prima dell’estate, si ad agosto facciamo pausa tutti quanti, non posso assillare la gente sotto l’ombrellone. Se ti ricordi ti avevo parlato di questa artigiana nel post dedicato ai gioielli tecnologici ed infatti l’ho conosciuta ad una Maker Faire qualche anno fa e mi sono innamorata del suo lavoro. Sarà perché è colorato, sarà perché è unico, o perché lei lo realizza con grande cura, ne sono rimasta folgorata appena l’ho visto. Il suo brand si chiama BARSA DESIGN e la sua intervista sarà davvero speciale.

Mi chiamo Sara Barroccu, sono nata ad Olbia il 27/12/1983.
Sin dalla mia infanzia ho sentito un forte legame con la natura e con la mia isola, essendo cresciuta tra il mare di Olbia e la campagna gallurese dove i miei nonni abitavano e dove ho imparato a rispettare e a comprendere la mia terra.
Nella mia famiglia è stata sempre presente l’arte in quanto mio padre e mia madre, essendone appassionati, hanno portato me e mia sorella sin da piccole alla scoperta di questo splendido paese e delle sue inimitabili bellezze. 

Barsa design project from barsa design on Vimeo.

Tutto questo mi ha portato, al termine degli studi classici, ad intraprendere un viaggio per Roma per seguire un sogno che avevo sin da bambina, ovvero creare spazi e forme, attraverso l’architettura.

un sogno che avevo sin da bambina….creare spazi e forme, attraverso l’architettura

Una volta laureatami in architettura d’interni a Valle Giulia (Università La Sapienza di Roma ndr.) ho intrapreso l’esperienza negli studi di architettura. Non essendo abbastanza appagata e libera di seguire le mie idee, ho lasciato quella via per dedicarmi alla massima espressione dei miei progetti e mi sono dedicata allo studio della tecnologia di stampa 3D. 


E proprio il legame ancestrale con la natura e con la mia terra insieme alla passione per l’arte e per l’architettura, in cui sono immersa nella mia citta di adozione, Roma, ha trovato lo sfogo ideale il mio progetto di gioielleria 3D, in cui non ci sono limiti alla fantasia e dove seguitando a sviluppare la mia passione per la progettazione, solo in una scala minore, creo gioielli che contengono un immagine in cui cerco di fondere tutto questo.


La cura del dettaglio ha una particolare importanza nella progettazione, scendere di scala dimensionale è un passaggio che ho sempre fatto, anche nel progettare una Casa. Disegnare gioielli è trasferire l’architettura nel modello reale e indossabile, quindi pensando a volumetrie ergonomiche, con una ricerca approfondita sulle finiture, come ibridi di creatività, tecnologia e manualità. Le conoscenze accumulate, con i miei studi, hanno rappresentato delle solide basi per supportare il mio lato creativo.

Nella vita di tutti i giorni, curo il tutto il processo produttivo che c’è intorno a Barsa design. Le idee, la loro applicazione, la stampa, la finitura manuale, da una parte; e le proposte commerciali, il contatto con i fornitori, la giusta e conforme selezione dei materiali, le fiere, gli eventi, dall’altra. Una gestione completa implica tanto tempo e la dovuta attenzione. Al di fuori di questo sono Sara Barroccu. Amo vivere tutto al 100% e godermi i piccoli piaceri che la vita ti può dare , dal rapporto con la natura, ad un incontro con una persona , dall’emozione di uno scorcio inaspettato, alla gioia di un bel piatto di spaghetti con le arselle (sono un amante del buon mangiare e del buon vino) tutto può essere fonte di ispirazione.

Vorrei aggiungere che Sara unisce con Barsa Design la tecnologia, il desing e l’artigianato. Infatti, come hai potuto vedere nel bellissimo video qui sopra, il suo design unico parte dal disegno a mano e poi con l’ausilio di strumenti tecnologici viene realizzato con macchine di stampa 3D e completato e rifinito a mano. Fino ad oggi non ho ancora visto nessuno lavorare in questo modo, unire tutte queste competenze ad un senso estetico molto ben definito e originale ha fatto si che mi innamorassi di questo brand.

Ti suggerisco quindi di continuare a seguire Sara nel suo lavoro perchè sforna continuamente nuove idee e non ha paura di percorrere nuove strade. Ti lascio i suoi contatti social qui sotto:

​SITO : www.barsadesign.it

Facebook : https://www.facebook.com/barsadesign

Twitter: BARSA DESIGN @Sbarroccu

Instagram: https://instagram.com/barsa_design/

Spero che ti sia piaciuta questa artigiana e questo post, fammi sapere se vuoi che te ne presenti altri scrivendomelo nei commenti. 

MAKE ME SHINE – Liuma-

Rullo di tamburi! Ecco a voi una di quelle artigiane che avevo in lista per il MAKE ME SHINE da una vita ma che ho dovuto corteggiare assiduamente e che ho la fortuna di conoscere di persona. L’artigiana in questione, che è un genio della creatività,  è anche bravissima nel realizzare tutte le sue idee. Marisa è un’artigiana che ho conosciuto quando sono entrata nell’Etsy Italia Team e la prima cosa che ho adorato sono state le sue collane (una me l’avete vista indosso in varie foto!), ma nel frattempo lei e il suo lavoro sono molto cresciuti e cambiati quindi ora è giusto fare le presentazioni come si deve! Continua a leggere

Speciale MAKE ME SHINE – Conny’s Kreations

Cari amici, se mi avete seguito fino a qui sapete che questo Make me Shine è diverso dagli altri perché le domande sono state inviate da chi mi segue e le risposte le darò io. Avete scelto come modalità di risposta un post e quindi eccoci qui! Il special MAKE ME SHINE di Conny’s Kreations. Per rispondere seguirò l’ordine di arrivo delle domande quindi ogni tanto tornerò su dei discorsi già accennati. A parte la prima, non so chi mi abbia mandato le altre domande ma non importa, le ho trovate tutte molto interessanti e niente affatto facili. Visto che non sono dal vivo ho però la possibilità di rispondervi in pantofole e senza trucco (grazie grazie!!!) e di mettervi qualche link o immagine di contorno che dal vivo non avrei potuto farvi vedere.

A quando una nuova torta al cianuro?

Questa domanda, meriterebbe una risposta in privato, ma non era previsto da regolamento quindi vado a rispondere. Cara amica “ANONIMA” la torta alle Mandorle, da te ribattezzata torta al cianuro al momento non è in previsione, mi dispiace, anzi mi sa che mi devo rimettere a dieta.

Visto che la lavorazione del vetro è una tecnica particolare e generalmente più tradizionale di altre zone, cosa ti ha portato a voler lavorare proprio in quel campo, piuttosto che puntare su altre tecniche?

La storia di come sono arrivata al Tiffany sarebbe davvero lunga, quindi cercherò di tagliare breve il discorso. Io ho iniziato a fare gioielli per riprendere in mano il mio lato creativo dopo un lungo periodo di “coma” non saprei definirlo in altro modo.

Come tantissime artigiane ho iniziando sperimentando, comprando filo e perline. Diciamo che il divertimento è durato relativamente poco, più ci prendevo la mano e più cercavo di creare cose diverse e nuove, anche per differenziarmi. Purtroppo in quel periodo a Roma i fornitori di materiali di questo tipo erano pochi e simili. Le persone che iniziavano a darsi al fai da te e all’handmade aumentavano e quindi i lavori si somigliavano. Io non avevo ancora scoperto i negozi on line dove rifornirmi.
Questa tecnica dell’assemblaggio mi faceva sentire molto legata, ma non sapevo ancora come muovermi, all’inizio si va spesso alla cieca, ma sapevo che volevo modellare la materia nelle forme che mi venivano in mente, non solo metterla insieme, ma non potevo e avevo capito che l’uso della saldatura (questa storia la racconto meglio in una domanda di seguito!) poteva essere un modo per liberarmi da questa “schiavitù”.

Sperimentavo con vari materiali, molti di riciclo, ma il lavoro era tanto e il riscontro poco. Mi sentivo davvero legata e costretta dentro una gabbia troppo stretta. Per caso un giorno passeggiando al centro di Roma ho visto una bottega che offriva, tra l’altro, corsi di Tecnica Tiffany per gioielli. Adoravo gli oggetti Tiffany ma non avevo mai pensato che si potesse imparare a farli con un semplice corso, quindi decisi in pochi secondi di provare. Ovviamente poi, lavorando ho capito che un corso non basta, che la tecnica Tiffany ha vari livelli di difficoltà e che la creatività e la pratica sono due fattori importanti che influiscono nel risultato finale.

Ecco io mi sento ai primi step, in futuro, vorrei investire di nuovo in un corso di livello superiore. Magari non farò mai delle lampade o delle vetrate, ma potrei usare quelle tecniche avanzate per fare qualcosa di più con i miei gioielli. Per concludere, ora so che avrei potuto intraprendere altre strade, ma all’epoca non sapevo nemmeno che ci fossero, quindi è stato un caso fortunato.

Cosa ispira le tue creazioni? Dove prendi gli spunti per creare?

Io l’ispirazione generalmente la prendo da quello che mi circonda e dai materiali. Però c’è da dire che è una cosa che va esercitata. Come dicevo prima ho avuto un lungo periodo di coma creativo, non mi veniva in mente niente, e questo per una che disegna da quando le è stata data una matita in mano è davvero grave.

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In pratica avevo le idee sentivo qualcosa che dentro voleva uscire ma non sapevo come fare. Come uno sportivo che vorrebbe correre la maratona ma non riesce perché non è allenato. Ci sono idee che mi vengono in mente da stimoli esterni, ad esempio, i gioielli coi circuiti sono nati (dopo luuuungo tempo di gestazione!) perché avevo amici che mi davano questi bellissimi circuiti dicendomi “Tieni tu che sei creativa facci qualcosa!”.

Li guardavo, li riguardavo, ammiravo l’architettura i componenti e mi dicevo “C’è bellezza, devo farci qualcosa” ma il primo girocollo è arrivato dopo mesi. Quando tra le mani mi è capitato il pezzo giusto che mi ha ispirato la prima collana. Da li poi avendo capito come fare ho iniziato a “progettare” scientemente, in base a quello che avevo.

Le matrioske sono nate da un pezzo di tessuto, come la collezione giapponese, anche lì c’è stata una scintilla iniziale, ma poi l’elaborazione ha rischiesto mesi.

Invece tra le ultime creazioni che ho fatto, ho accantonato il “lampo di genio” e sono andata per ragionamento stabilendo alcuni parametri, ad esempio lo stile semplice, la semplicità di esecuzione per abbassare il costo finale e la versatilità. E sono nate le gocce!

Di solito i PALETTI che trovo sul mio lavoro mi stimolano, quando ho troppo spazio e troppe possibilità divento dispersiva. Quindi come vedi è questione di esercizio, io esercito la creatività seguendo quello che fanno altre creative, guardando film, programmi di fai da te (la collana Bianco e Nero trapezioidale mi è stata ispirata da una mattonella in un programma sulle ristrutturazioni domestiche!), cerco di andare a delle Mostre interessanti, o ad eventi dedicati all’arte, alla creatività. Poi il mio cervello mette tutto insieme ed un giorno mi viene in mente di fare un anello tridimensionale giallo. Boh!

Comunque esistono tecniche per stimolare la creatività c’è chi fa dei corsi oppure di possono usare dei testi, io ad esempio ho in lista Big Magic e La via dell’Artista per trovare nuove vie e per quando capiterà, e so che capiterà, di non avere idee ed essere bloccata.

Da dove nasce la tua passione? Come hai cominciato?

Ho cominciato scarabocchiando i muri di casa (mia madre può testimoniare) e non ho più smesso, giuro che è così! Avevo i quaderni delle elementari con i margini completamente pieni di disegni, idem per le copertine (quelle con la tavola pitagorica hai presente?) ero grafomane ma di disegno. Nessun insegnante mi ha mai ripresa perché comunque contemporaneamente riuscivo a seguire e avevo buoni voti, quindi visto che funzionava mi lasciavano fare, con la postilla su ogni pagella “ Si consigliano studi artistici!”. La passione c’era già in utero credo!

Cosa ti spinge ad andare avanti anche nei momenti in cui vorresti mollare tutto?

Ecco quando ho letto questa domanda, la prima reazione è stata una risata e un pensiero : “Ah! LA DOMANDA DELLE DOMANDE!” Subito dopo è arrivata la risposta!

Perché non posso farne a meno, è una cosa che amo, fa parte di me.

L’ho sempre fatto, vedi domanda sopra, lo farei anche se non lo avessi fatto diventare un lavoro, lo farei in un altro modo, ma dovrei farlo per forza, negli anni in cui non l’ho fatto ero come spenta, quelli per me sono stati anni buttati perché non ho creato, non ho seguito la mia natura. Tutto il resto, i social, la promozione, ecc…sono accessori, sono necessari affinché la mia passione sia anche un lavoro. Facendolo poi ho conosciuto tante persone e mi sono accorta che potevo portare bellezza e soprattutto instillare questa fiammella anche negli altri.

Questo lavoro per te è stato un colpo di fulmine o ci sei arrivata da altre attività precedenti? Se colpo di fulmine me lo racconti o se no mi racconti la tua strada per arrivarci?

In parte ho risposto sopra a questa domanda, però voglio andare più nel dettaglio per far capire che la strada raramente è diritta e lineare. Dopo le medie mi sono iscritta al liceo artistico, all’inizio avevo scelto l’accademia di moda, poi ho pensato che forse un liceo mi avrebbe dato più opzioni in futuro e ho fatto quello.

Per 4 anni (durata allora dell’artistico) ho disegnato o fatto materie pratiche per circa 4 ore al giorno. Quando ho finito ero scarica non disegnavo più sui bordi dei quaderni per capirci. Mi sono iscritta ad architettura, e dopo 3 anni e 3 esami ho capito che non faceva per me.

A quel punto anche per motivi familiari mi sono dovuta cercare un lavoro e ho fatto di tutto, volantinaggio, banchista di pasticceria, baby sitter ecc.. Dopo un corso della regione Lazio (di cui ringrazio il cielo sempre) sono diventata “Addetta all’Office Automation” ossia sapevo come funzionava un computer in maniera generica, e sapevo usare il pacchetto di Office di Windows (tutto!) lì ho ricominciato a riusare la mia creatività, smanettando sui programmi, facendo grafici pindalici di Excel, con torte, grafici a barre, fogli collegati, queri con tabelle. Modificando le impostazioi grafiche del computer, cambiavo i caratteri e i colori degli oggetti (desktorp, finestre, menù a tendina ecc….) Delle cose assurde che purtroppo ora non ricordo più come si fanno! Da questo corso ho potuto iniziare a lavorare negli uffici, ho fatto la segretaria in vari posti e da alcuni anni sono in uno studio legale.

In ogni posto ho imparato qualcosa, e anche se sembra che non c’entri con quello che faccio ora, nel mio lavoro c’è tutto questo vi assicuro.

Relativamente al Tiffany, diciamo che c’è stato un episodio che ha acceso la miccia per tutto!

Ero in un negozio dove compravo dei cristalli swarovski per fare degli anelli e in vetrina vedevo sempre un “brillocco” che mi piaceva tanto ma costava un occhio, ben 35 euro all’epoca! Ahahahah! Io speravo che facendomelo da sola costasse meno, così chiesi al titolare, omino che stava nel retro bottega come si faceva e se potevo farmelo da sola e lui viscidamente mi prese per il polso a mi accompagno al suo laboratorio e mi disse che NO, non potevo farmelo perché lui aveva fatto una minuscola e “difficilissima” saldatura in argento e che io MAI avrei potuto farla. ……Inspira! ……Espira! Ok!
Devo spiegare che per raggiungere questa calma e flemma ci ho messo tutta la vita, perché io sono una tipa molto permalosa, e mi offendo facilmente. Quindi lascio immaginare come potevo stare in quel momento. Passavo dal furioso al depresso! E come si dice a Roma “nun ce volevo stà” ossia non accettavo questa cosa!

Comunque, poco tempo dopo camminando sull’altro lato della stessa via del negozio dell’omino viscido, ho trovato la bottega dove ho fatto il corso Tiffany, quindi il karma esiste, l’anello col brillocco me lo sono comprato, ero troppo depressa dai me lo meritavo! E ora ho un saldatore gigante.

Altra domanda 🙂 c’è un libro o film che consigli e che racconta o che parla della tecnica che tu usi? (Non per apprenderla ma per vederne la bellezza e conoscere oggetti o luoghi che ne parlano)

Purtroppo un film no, ma sarebbe bellissimo davvero, dovremmo scrivere a Spielberg o qualcuno del suo calibro per farlo. Su Youtube però se ne possono trovare tantissimi, io nel mio post dedicato a Louis Comfort Tiffany ho fatto un riassunto del riassunto e ho messo dei link, ma dopo questa domanda ho fatto un’altra ricerchina, e ho trovato una chicca. Ho scoperto che uno dei pezzi più famosi di Tiffany, la lampada con le libellule, presentata all’esposizione di Parigi, è stata inventata da una donna Clara Discoll, che poi è diventata designer per Tiffany  e in questo video racconta come è successo e fa vedere alcune fasi di come è arrivata a quella lavorazione (clicca sul nome per vederlo).

Se dovessi esprimere ciò che è un tuo gioiello attraverso una sola immagine, senza l’aggiunta di descrizione scritta, quale tuo gioiello sceglieresti e come sarebbe questa foto? Che elementi avrebbe questo unico scatto, sintesi visiva del tuo immaginario?

Probabilmente metterei un foglio bianco e starei già pensando a come riempirlo, dopo aver fatto lo schizzo lo butterei e ne prenderei un altro e così via. Mentre immagino una cosa mi esalto, mentre la faccio mi scoraggio spesso, o mi stanco, non vedo l’ora che sia finito, quando è pronto lo ammiro ma subito vedo i mille difetti e mi stufo di vederlo, non vedo l’ora che trovi la sua strada, se nessuno lo indossa e lo esalta non ha motivo di esistere. Ho capito che io posso immaginare l’oggetto ma è chi lo sceglie e lo indossa a dargli vita. Per questo i miei gioielli sono spesso fuori contesto, su uno sfondo bianco, abbagliante, in un mondo delle idee. Cambiano con il mio umore, soprattutto quelli che nascono da idee venute di getto, per questo non c’è un gioiello che può rappresentare tutto.

Ci sono utensili e/o strumenti del mestiere che ancora non hai e che ti aiuterebbero nella realizzazione dei tuoi gioielli? Se si, di quali attrezzi si tratta?

Più che di utensili io spesso sento l’esigenza di corsi di “aggiornamento” per imparare tecniche che non conosco o per approfondire il Tiffany. Infatti il corso che ho fatto io era limitato alla realizzazione dei gioielli, e quindi farne un’altr più approfondito mi piacerebbe molto.

Oltre a questo, un altro corso che mi piacerebbe imparare perché mi darebbe la possibilità di fare cose nuove e diverse, è quello sulla grisaglia, una tecnica che consente di dipingere il vetro con effetti velati (sfumature del volto, piante, chiaroscuri ecc..) e permanenti. Per entrambi occorre innanzitutto spazio, quindi avendo un laboratorio sicuramente vorrei acquistare i materiali che non ho e che servono per fare queste tecniche. La grisaglia ad esempio oltre ai colori necessita di un forno per fissarli sul vetro.

Il top poi sarebbe un corso di oreficeria, anche semplicemente limitato alla lavorazione dell’argento, per poter realizzare alcuni supporti che spesso non trovo dai fornitori di argento, ma li si va a finire su un’altra materia.

Rimanendo al Tiffany, ci sono vari tipi di tagliavetro e pinze che potrebbero integrare quelli che già uso, ma non sono indispensabili.

Invece una macchina che ho scoperto da poco e che mi darebbe la possibilità di realizzare forme che ora non posso fare con la tecnica a mano, è la Taurus una macchina che permette di fare forme curve e articolate, a mano al massimo si può fare una mezzaluna. Questa davvero mi permetterebbe di realizzare cose molto particolari e di avere anche molto meno scarto di materiale. Per il momento non l’ho presa in considerazione perché è molto ingombrante e costa molto.

Un altro attrezzino che può risultare utile serve a mettere il natro di rame, ma non trovo velocizzi molto le operazioni e poi non credo permetta di scegliere il tipo di posa. Io ad esempio in alcuni casi lo metto asimmetrico per ottenere degli effetti specifici, invece questa macchina lo mette esattamente uguale sia da una parte che dall’altra, quindi continuo a fare a mano.

Ho risposto a tutte le domande che mi avete mandato, spero di essere stata esauriente ma non troppo prolissa, del resto avete fatto domande per niente scontate e facili. Come avete visto nel post ci sono vari link che possono aiutarvi ad approfondire alcune cose a cui ho accennato, l’ho fatto per essere esauriente senza scendere troppo nello specifico rendento il post ancora più lungo.

Vi invito a continuare a seguirmo sia qui sul blog che sui miei social, infatti mi potete trovare su Facebook e su Instagram e in entrambi racconto il mio lavoro e le nuove creazioni che sto realizzando.

Se volete vedere o acquistare le mie creazioni invece potete andare nel mio shop su ETSY 

A questo proposito ho preparato una sorpresa! 

Per festeggiare il mio compleanno fino alla fine della settimana ogni giorno ti proporrò un articolo con uno sconto fantastico.

Ma attenzione lo sconto sarà solo su un pezzo unico, quindi se hai messo gli occhi su qualcosa di davvero speciale “Cogli l’attimo!” e aggiudicatelo prima che lo faccia qualcun altro! Segui l’ashtag #MAKEMESHINE per trovare gli articoli in sconto.

CHIEDILO A CONNY! L’intervista dell’anno!

Buongiorno! Ti scrivo da una Roma innevata e forse quando leggerai questo post la città sarà coperta di fanghiglia marrone e sarà passata la magia di oggi, dei grandi e piccini che vanno per le strade deserte e sfidano il freddo per giocare con la neve, della città silenziosa e completamente bianca.

Io oggi credevo di fare chissà cosa, di essere super produttiva, poi visto l’allerta meteo le scuole sono state chiuse e sarei dovuta andare dai miei nipoti, ma stamattina ho dovuto fare i conti con la logistica che non mi permetteva di tirare fuori la macchina dal box. Io ho pensato “Evviva!!!!!” E tu? Continua a leggere

-MAKE ME SHINE – La ragazza del Fico d’India

Carissimi amici, sono davvero felice oggi di avere nella mia rubrica MAKE ME SHINE l’artigiana di oggi perché, sono un po’ di parte, mi ricorda la Sardegna, e come molti sanno, sono al 50% sarda. Quindi lei davvero mi fa splendere in tanti modi diversi se non bastasse la bellezza delle sue creazioni.

L’altro motivo per cui sono felice è di aver finalmente accalappiato una vera innovatrice, ve ne avevo accennato nel post sui gioielli innovativi vi ricordate? Se vi eravate fatti qualche domanda, beh oggi speriamo di rispondere a tutte. Ma cominciamo subito la nostra intervista a Sara.

Come si chiama il tuo brand e di cosa si occupa?

Il mio brand si chiama “la ragazza del fico d’india”, mi occupo della creazione di gioielli ispirati alla natura e per farlo utilizzo le fibre essiccate, principalmente di fico d’india.

Come hai scelto questo nome e perché?

Il nome del mio brand è nato casualmente durante il PRIMO mercatino a Cagliari. Invece di stare al banco mi trovavo all’esterno (ma veramente?!) a chiacchierare, quando, una collega uscì per cercarmi gridando disperata: DOV’E’ LA RAGAZZA DEL FICO D’INDIAAAA?!?!?!
Al tempo non conoscevo ancora nessuno, fu un mix tra imbarazzo e illuminazione!

DOV’E’ LA RAGAZZA DEL FICO D’INDIAAA?!?!?

Mi parli della tecnica che usi e del tuo lavoro?

La particolarità del mio lavoro è inglobare sotto resina dei piccoli frammenti di fibra che ottengo dalla lavorazione delle pale essiccate del fico d’india, giocando con i colori, i contrasti e le gradazioni naturali propri di questa trama. Nell’anno appena trascorso è nata una nuova collezione che racconta anche la mia crescita personale, dai tratti più sottili e delicati e che vede come protagonisti gli scheletri delle foglie e le loro venature.

Come l’hai scoperta ed imparata, come ci sei arrivata?

Ho sempre pensato che la Sardegna avesse risorse da scoprire e da sfruttare, così dopo un processo creativo ho iniziato a sperimentare con la resina unendola a vari elementi naturali. Il momento dell’illuminazione è stato quando sono inciampata nella fibra del fico d’india e ho notato le sue caratteristiche che si sono rivelate perfette per dare forma alle mie creazioni!

Ho fatto tanti esperimenti, molti dei quali fallimentari fino ad arrivare al risultato che vedete oggi. Nonostante sia soddisfatta, la mia ricerca continua tutti i giorni, e il prodotto è sempre in evoluzione.

Le mie pagine non sono solo una vetrina di gioielli ma rappresentano anche un piccolo oblò da cui osservare la passione per mio lavoro che metto nella vita di tutti i giorni.

Come sei arrivata on line e dove proponi le tue creazioni?

A breve sarà online il sito ufficiale per l’acquisto diretto dei gioielli. Per il momento i canali che preferisco sono Facebook e Instagram (la ragazza del fico d’india) che mi permettono di interagire e di conoscere meglio i miei clienti per capire i loro desideri. Le mie pagine non sono solo una vetrina di gioielli ma rappresentano anche un piccolo oblò da cui osservare la passione per mio lavoro che metto nella vita di tutti i giorni.

Da dove trai l’ispirazione e le idee per le tue creazioni?

A me piace viaggiare, quindi potrei dirti che traggo ispirazione nell’esplorare nuovi posti e nel trovarmi in situazioni sempre diverse, mi sento abbastanza ricettiva verso il mondo esterno. In realtà, per quanto appaia un po’ tra le nuvole, osservo molto! Mi piace vivere pienamente ogni momento della mia giornata e quando si è attenti alle cose e alle persone che ci circondano non è importante il dove e il come: a casa, in ufficio o in un posto nuovo, l’ispirazione arriva, bisogna saperla riconoscere.

Qual’è il lavoro, l’esperienza, l’evento che ti ha dato più soddisfazioni e perché?

Da quando ho iniziato a fare questo lavoro è stato sempre un crescendo di esperienze e soddisfazioni che quotidianamente mi spronano e motivano.
Ad ogni fiera mi rapporto con persone nuove, clienti e colleghi, e questo è un’ottimo modo per confrontarsi e migliorarsi e ogni volta che chiudo il banco torno a casa con un bagaglio più grande!

la leggenda narra che quando si inizia a lavorare li, il sito si prende in cambio qualcosa a cui tieni…

Qual’è la cosa più strana, buffa o assurda che una cliente ti ha chiesto?

Le richieste sono strane e le più disparate, una delle cose più simpatiche che ricordo è la storia di una archeologa che perse un mio orecchino nel sito peruviano dove lavorava. Mi raccontò che la leggenda narra che quando si inizia a lavorare li, il sito si prende in cambio qualcosa a cui tieni… i miei gioielli le piacevano così tanto che mi chiese di replicarli!

Quali sono i progetti per il futuro?

Il prossimo appuntamento sarà sicuramente la mostra dell’artigianato di Firenze che si terrà dal 21 aprile. Dopo un’intensa stagione Natalizia però mi voglio premiare con una lunga vacanza, andrò a esplorare nuove terre e tornerò sicuramente con altre nuove idee e per i nuovi progetti ne riparleremo a Maggio 😉

Ho vissuto all’estero qualche anno pensando ci fosse qualcosa di più e sono tornata spinta da quello che qui chiamiamo “mal di Sardegna”.

Cosa speri arrivi alle tue clienti attraverso il tuo lavoro?

Ho vissuto all’estero qualche anno pensando ci fosse qualcosa di più e sono tornata spinta da quello che qui chiamiamo “mal di Sardegna”.
E’ vero, non è facile trovare in quest’isola la propria dimensione, ma con le giuste idee, motivazione e perseveranza la strada la si trova sempre. Sono sicura che il mio impegno traspaia in quello che faccio e che ai miei clienti arrivi la passione per il mio lavoro, l’amore che ho per la mia terra e per me stessa.

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Sono sicura che queste creazioni vi hanno già rubato il cuore, come è successo a me, (del resto oggi è San Valentino, ottimo giorno per innamorarsi!) quindi per seguire Sara nei suoi viaggi potete andare sui suoi social e vederla al lavoro su:

FACEBOOK https://www.facebook.com/laragazzadelficodindia/

INSTAGRAM https://www.instagram.com/laragazzadelficodindia/

AVVISO IMPORTANTE !!!

Vi ricordo che il prossimo MAKE ME SHINE sarà diverso dal solito, infatti cadrà esattamente nel giorno del mio compleanno quindi per un giorno non sarò io a fare le domande, ma VOI. Significa che l’artigiana del giorno sarò io e potrete chiedermi tutto quello che vorrete. COME?  Andate a questo link per inviarmi le vostre domande, cercherò di essere il più chiara e sincera possibile. 

– MAKE ME SHINE – Artisticalmente di Leonardi Emanuele

Cari amici, eccoci al primo articolo della rubrica MAKE ME SHINE del 2018, nuovo anno e nuovo giorno della settimana. Forse per questo è stato particolarmente travagliato perché l’ho iniziato a preparare nel periodo più pieno per tutti gli artigiani, il Natale.

Per fortuna a novembre avevo conosciuto un artigiano davvero bravo alla festa di San Martino a Formello, organizzata da Artingegno , a cui avevo partecipato. In realtà ci eravamo già incontrati artisticamente ad un’altra manifestazione a cui avevamo partecipato entrambi un paio di anni fa, a Nazzano, Il Sapere delle Mani, e avevo già apprezzato il suo lavoro anche se non lo avevo conosciuto di persona. Quest’anno invece ho potuto parlare con lui, toccare e provare le sue meravigliose creazioni e sono certa che vi faranno impazzire come è successo a me, per questo gli ho chiesto se voleva essere ospite della mia rubrica MAKE ME SHINE. Continua a leggere