MAKE ME SHINE I poponcini

Eccoci ad uno dei miei appuntamenti preferiti, il MAKE ME SHINE, e questo mese ho una vera novità. Infatti l’artigiana di turno l’ho scoperta da poco (forse ci eravamo incrociate prima, ma sempre di sfuggita) durante un evento simile al Make me shine in un gruppo di cui entrambe facciamo parte. Devo dire che sono andata a sbirciare la sua pagina Facebook e mi sono ritrovata in un mondo di fiabe, tra Pinocchio e Winnie the Pooh, mi sono sentita risucchiata nella mia infanzia e mi sono innamorata. Continua a leggere

Quanto brilla il fatto a mano?

ALLERTA POST CRITICO!

Questo post probabilmente non piacerà a molte persone, ma ti chiedo di fare una riflessione con me e ti invito ad esprimere il tuo pensiero, anche se la pensi diversamente da me, confido in un sano, civile ed utile confronto. Premetto che molte delle cose che sto per scrivere sono già state ampiamente e magnificamente spiegate in questo post di Gaia Segattini , che ti invito a leggere se non l’hai già fatto, relativamente all’handmade.

La riflessione è partita dal vedere i corsi e i workshop che proliferano on line da un po’. Ma ci arrivo più avanti.

Conosci quel detto “Chi sa fa, chi non sa insegna?” un po’ troppo generico, ma mi viene sempre in mente quando vedo qualche corso organizzato da qualche creativo che seguo. Ovviamente quasi sempre si tratta di persone in gamba, che sanno quello che fanno e spesso fanno innovazione nel loro campo (sennò non le seguirei!!!).

A quel punto quindi mi domando, “perché mettersi a fare corsi?”. Certo bisogna distinguere gli workshop di qualche ora – dove tra i fruitori c’è di tutto, dall’hobbista, all’artigiana curiosa, alla casalinga disperata e soprattutto annoiata – dai corsi più impegnativi: veri e propri percorsi professionali, con un programma suddiviso in lezioni che insegnano per gradi una determinata tecnica.

A me hanno chiesto più volte di fare dei laboratori, ma fino ad ora ho sempre rifiutato perché:

  • non sarebbero economici
  • non sarebbero completi
  • non mi sento tanto brava da insegnare ad altri!

“Si ma una cosa semplice, base!” Ecco nel Tiffany, come in altre tecniche non c’è la versione base, si parte direttamente dall’avanzata.

Personalmente, come più volte ho raccontato, ho seguito un corso super intensivo di circa 16/20 ore limitato al gioiello. Inoltre per fare il Tiffany servono materiali e attrezzature costose e non facili da reperire oltre che da usare.

Tornando quindi al proliferare di tanti corsi, laboratori, workshop ecc… ho provato a darmi delle risposte sul loro proliferare e sono giunta a tre opzioni:

  1. Effettivamente il proverbio dice il vero: persone che non riescono a realizzare prodotti validi, belli e ben fatti puntano sull’insegnamento.
  2. L’artigiano è talmente bravo e coinvolgente che tutti gli chiedono di fare dei corsi. Cosa ne verrà fuori? Personalmente credo un corso non possa andare oltre alla tecnica, che è fondamentale ovvio, ma la realizzazione di un’opera richiede anche tanto studio, creatività, impegno. Quindi l’allievo tenderà a replicare a pappagallo quel singolo pezzo che ha imparato a meno che, grazie alle proprie doti e alla buona volontà cercherà un proprio stile, elaborando e approfondendo la materia per conto proprio.
  3. L’artigiano pur essendo capace e realizzando un prodotto di qualità e valido non riesce a sostenersi con la sola produzione e quindi fa corsi per aumentare le entrate e continuare la sua attività.

Ricollegandomi a questo discorso, in tutti questi anni ho visto centinaia di persone intraprendere la carriera artigiana, spesso con una professionalità molto alta ma a volte in maniera del tutto improvvisata. 

Nel secondo caso spesso si trattava proprio di quella “hobbista, artigiana curiosa, casalinga disperata e soprattutto annoiata” di cui sopra, che si reinventavano creative dopo un laboratorio di sole tre/quattro ore. Tutto bello ma questo può comportare anche degli effetti negativi nel mondo dell’artigianato.

  • In primis, si perde la professionalità e si gioca al ribasso, nei mercatini ho visto orecchini, spacciati per argento e pietre dure a 5 euro il paio. Ve lo devo dire, non erano argento e non erano pietre dure a meno che la signora avesse la bacchetta magica e li tirasse fuori dal cilindro regalandoli. In altri casi ho visto cose fatte a mano svendute per pochi euro per reggere il mercato. Cosa comporta questo? Che chi lavora seriamente viene visto come troppo costoso = ladro.
  • Troppi prodotti, di scarsa qualità e spesso tutti uguali. Il fatto male e uguale a quello dell’altro abbassa la percezione di qualità che dovrebbe essere prerogativa dell’artigianato, ormai non è più così. La componente artistica, la ricerca nel design e nell’innovazione sono nascoste da tante brutte copie. L’artigianato viene confuso con l’hobbistica e il fai da te, non risulta professionale insomma.
  • Siamo tutti artigiani! La capacità di saper riprodurre (senza entrare nel merito di come è realizzato l’oggetto) un oggetto, viene considerata artigianalità. Quella si può chiamare al massimo manifattura, ma nell’artigianato si deve inserire anche una ricerca artistica e stilista, un’espressività personale, che fanno si che pur usando le medesime tecnologie il risultato finale è diverso da quello degli altri, ed è bello!

Premetto che anche io mi diverto a fare workshop e laboratori, però senza avere poi la pretesa di essere un’esperta in materia. Ad esempio a fine maggio ho fatto un workshop di cera persa tenuto da Artisticalmente e mentre ci spiegava come fare un semplice anellino (proprio oggi mi ha detto che la versione in argento è pronta! YEEEE!!!)  capivo quanto fosse complicato e quante competenze richiedesse fare quel tipo di lavoro. Così mi sono detta, e ultimamente mi capita spesso su vari argomenti, se mai mi servisse questa cosa la farei fare ad un professionista (ti invito a leggere questo divertente post sulla Mio Cuggino SRL).

Quando alcuni anni fa ho ripreso in mano la mia passione artistica – accantonata per anni dopo aver terminato il liceo artistico per necessità lavorative – ho visto i miei limiti e ho sentito la necessità di riprendere a studiare e specializzarmi. Dopo il corso di Tiffany, ho capito ancora di più quanto c’era da sapere su quell’argomento e che quello che avevo intrapreso era solo un primo passo verso quello che volevo fare. Nel corso degli anni ho fatto tanta pratica, tanti errori, tanta sperimentazione, tanti errori, tanta gavetta e tanti tanti errori. Ora sono esperta? Tu che dici?

Ricapitolando: Ok, imparare una cosa nuova è bellissimo, se è una passione potrebbe diventare un mestiere ma bisogna metterci tanto impegno e non smettere mai di studiare, approfondire e cercare di migliorarsi. Chi si ferma al primo gradino non arriverà mai in cima.

Io penso di essere ad un terzo del mio obiettivo! E tu?

 

 

MAKE ME SHINE Barsa Design

Ciao come stai oggi? Eccoci al penultimo MAKE ME SHINE prima dell’estate, si ad agosto facciamo pausa tutti quanti, non posso assillare la gente sotto l’ombrellone. Se ti ricordi ti avevo parlato di questa artigiana nel post dedicato ai gioielli tecnologici ed infatti l’ho conosciuta ad una Maker Faire qualche anno fa e mi sono innamorata del suo lavoro. Sarà perché è colorato, sarà perché è unico, o perché lei lo realizza con grande cura, ne sono rimasta folgorata appena l’ho visto. Il suo brand si chiama BARSA DESIGN e la sua intervista sarà davvero speciale.

Mi chiamo Sara Barroccu, sono nata ad Olbia il 27/12/1983.
Sin dalla mia infanzia ho sentito un forte legame con la natura e con la mia isola, essendo cresciuta tra il mare di Olbia e la campagna gallurese dove i miei nonni abitavano e dove ho imparato a rispettare e a comprendere la mia terra.
Nella mia famiglia è stata sempre presente l’arte in quanto mio padre e mia madre, essendone appassionati, hanno portato me e mia sorella sin da piccole alla scoperta di questo splendido paese e delle sue inimitabili bellezze. 

Barsa design project from barsa design on Vimeo.

Tutto questo mi ha portato, al termine degli studi classici, ad intraprendere un viaggio per Roma per seguire un sogno che avevo sin da bambina, ovvero creare spazi e forme, attraverso l’architettura.

un sogno che avevo sin da bambina….creare spazi e forme, attraverso l’architettura

Una volta laureatami in architettura d’interni a Valle Giulia (Università La Sapienza di Roma ndr.) ho intrapreso l’esperienza negli studi di architettura. Non essendo abbastanza appagata e libera di seguire le mie idee, ho lasciato quella via per dedicarmi alla massima espressione dei miei progetti e mi sono dedicata allo studio della tecnologia di stampa 3D. 


E proprio il legame ancestrale con la natura e con la mia terra insieme alla passione per l’arte e per l’architettura, in cui sono immersa nella mia citta di adozione, Roma, ha trovato lo sfogo ideale il mio progetto di gioielleria 3D, in cui non ci sono limiti alla fantasia e dove seguitando a sviluppare la mia passione per la progettazione, solo in una scala minore, creo gioielli che contengono un immagine in cui cerco di fondere tutto questo.


La cura del dettaglio ha una particolare importanza nella progettazione, scendere di scala dimensionale è un passaggio che ho sempre fatto, anche nel progettare una Casa. Disegnare gioielli è trasferire l’architettura nel modello reale e indossabile, quindi pensando a volumetrie ergonomiche, con una ricerca approfondita sulle finiture, come ibridi di creatività, tecnologia e manualità. Le conoscenze accumulate, con i miei studi, hanno rappresentato delle solide basi per supportare il mio lato creativo.

Nella vita di tutti i giorni, curo il tutto il processo produttivo che c’è intorno a Barsa design. Le idee, la loro applicazione, la stampa, la finitura manuale, da una parte; e le proposte commerciali, il contatto con i fornitori, la giusta e conforme selezione dei materiali, le fiere, gli eventi, dall’altra. Una gestione completa implica tanto tempo e la dovuta attenzione. Al di fuori di questo sono Sara Barroccu. Amo vivere tutto al 100% e godermi i piccoli piaceri che la vita ti può dare , dal rapporto con la natura, ad un incontro con una persona , dall’emozione di uno scorcio inaspettato, alla gioia di un bel piatto di spaghetti con le arselle (sono un amante del buon mangiare e del buon vino) tutto può essere fonte di ispirazione.

Vorrei aggiungere che Sara unisce con Barsa Design la tecnologia, il desing e l’artigianato. Infatti, come hai potuto vedere nel bellissimo video qui sopra, il suo design unico parte dal disegno a mano e poi con l’ausilio di strumenti tecnologici viene realizzato con macchine di stampa 3D e completato e rifinito a mano. Fino ad oggi non ho ancora visto nessuno lavorare in questo modo, unire tutte queste competenze ad un senso estetico molto ben definito e originale ha fatto si che mi innamorassi di questo brand.

Ti suggerisco quindi di continuare a seguire Sara nel suo lavoro perchè sforna continuamente nuove idee e non ha paura di percorrere nuove strade. Ti lascio i suoi contatti social qui sotto:

​SITO : www.barsadesign.it

Facebook : https://www.facebook.com/barsadesign

Twitter: BARSA DESIGN @Sbarroccu

Instagram: https://instagram.com/barsa_design/

Spero che ti sia piaciuta questa artigiana e questo post, fammi sapere se vuoi che te ne presenti altri scrivendomelo nei commenti. 

Di Fiori e di Pace

Questo è l’ultimo articolo di questo mese di maggio, abbiamo parlato di tanti argomenti diversi, nel Make me shine abbiamo conosciuto Insunsit, perfettamente in tema con la carta di questo mese, nella ruota dell’anno, “sbocciare, germogliare” e ho iniziato una serie di post per conoscere meglio il mondo dei gioielli.

Oggi facendo un po’ un riassunto di questo mese, voglio soffermarmi sulla novità che ho introdotto nel mio shop, la collezione “Peace and Flower! Gli dedico questo post perché è una di quelle collezioni nate dal cuore, senza tanta programmazione, senza studiare tanto, al contrario di quella dell’autunno, la collezione Gocce. Ciò non significa che non sia stata ragionata nella sua realizzazione, anzi tutt’altro, ma non ho studiato a tavolino il tema. Continua a leggere

– MAKE ME SHINE – Insunsit

Bentornati all’appuntamento con il Make me Shine, sono particolarmente felice dell’artigiana che vi presenterò oggi. In primis mi sono accorta mentre scrivevo questo articolo che è perfettamente in tema con il mese di maggio, nella ruota dell’anno infatti è dedicato al “germogliare-sbocciare”. Inoltre lei è una Star dell’artigianato italiano, tantissime di voi infatti, anche senza saperlo la conoscono o conoscono il suo lavoro che è assolutamente unico e inimitabile. Infatti, oltre a creare i propri prodotti handmade, realizza bellissime grafiche, rigogliose e lussureggianti che si trasformato in tessuti. Grazie alla sua collaborazione con The Color Soup,  permette a tanti artigiani di usare i suoi pattern per creare i loro articoli arricchendoli del suo stile inimitabile. Forse avrete già capito di chi sto parlando… Continua a leggere

Sei stata brava, festeggia, premiati, gioisci!

Eccomi! Avrei dovuto pubblicare questo post all’inizio del mese ma….me lo sono dimenticata. L’avevo buttato giù tempo fa e lo avevo messo da parte, poi sono successe varie cose ed è rimasto tra le bozze del mio blog. Ora lo tiro fuori alla fine di questo mese, dedicato alla GIOIA (Ruota dell’anno, ricordate?), perché trovo che dopo i vari post che vi ho proposto in queste quattro settimane sia un perfetto riassunto del tema di questo mese. Continua a leggere

Quale collana vuoi? Mastica lo slang e trova quella che ti farà splendere di gioia.

Care amiche, come avrete notato ho pensato di inserire nel blog alcuni post molto pratici e, spero, utili. L’idea mi è venuta perchè mi sono resa conto che spesso chi vende on line o è specializzato in un determinato settore tende a dare per scontato che tutti gli altri lo siano quanto lui e parlino la sua stessa lingua.

I primi tempi in cui avevo aperto il negozio su Etsy sono entrata nell’Etsy Italia Team, per trovare aiuto nel mare magnum di Etsy, e all’inizio mi sembrava che tutti parlassero un’altra lingua. Un mese dopo avevo imparato anche io il gergo e a volte mi scopro ad usarlo con clienti che restano li a guardarmi in attesa che passino i sottotitoli o che arrivi qualcuno a salvarli. Insomma il deserto comunicativo!

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MAKE ME SHINE – Liuma-

Rullo di tamburi! Ecco a voi una di quelle artigiane che avevo in lista per il MAKE ME SHINE da una vita ma che ho dovuto corteggiare assiduamente e che ho la fortuna di conoscere di persona. L’artigiana in questione, che è un genio della creatività,  è anche bravissima nel realizzare tutte le sue idee. Marisa è un’artigiana che ho conosciuto quando sono entrata nell’Etsy Italia Team e la prima cosa che ho adorato sono state le sue collane (una me l’avete vista indosso in varie foto!), ma nel frattempo lei e il suo lavoro sono molto cresciuti e cambiati quindi ora è giusto fare le presentazioni come si deve! Continua a leggere

Made in Italy! Trovarlo è un gioco.

C’è molto fermento on line. Sarà la primavera? Non lo so ma da qualche settimana mi sono iscritta ad un gruppo Facebook che serve ad imparare come migliorare la propria SEO.
Voi mi chiederete: cos’è la SEO? SEO è l’acronimo di Search Engine Optimization, ovvero letteralmente Ottimizzazione per i Motori di Ricerca. E’ una serie di operazioni, impostazioni e procedure che servono a far si che quando qualcuno cerca qualcosa su un motore di rircerca, come Google ad esempio, trovi quello che cerca. Nel mio caso che trovi i miei gioielli.

Insomma sto studiando (pure questo!) per cercare di migliorare il mio shop e conquistare il mondo con le mie creazioni splendenti. So che con voi non serve perchè già li adorate ma non siamo egoiste, spargiamo la bellezza ovunque, ce n’è davvero bisogno. Continua a leggere

Speciale MAKE ME SHINE – Conny’s Kreations

Cari amici, se mi avete seguito fino a qui sapete che questo Make me Shine è diverso dagli altri perché le domande sono state inviate da chi mi segue e le risposte le darò io. Avete scelto come modalità di risposta un post e quindi eccoci qui! Il special MAKE ME SHINE di Conny’s Kreations. Per rispondere seguirò l’ordine di arrivo delle domande quindi ogni tanto tornerò su dei discorsi già accennati. A parte la prima, non so chi mi abbia mandato le altre domande ma non importa, le ho trovate tutte molto interessanti e niente affatto facili. Visto che non sono dal vivo ho però la possibilità di rispondervi in pantofole e senza trucco (grazie grazie!!!) e di mettervi qualche link o immagine di contorno che dal vivo non avrei potuto farvi vedere.

A quando una nuova torta al cianuro?

Questa domanda, meriterebbe una risposta in privato, ma non era previsto da regolamento quindi vado a rispondere. Cara amica “ANONIMA” la torta alle Mandorle, da te ribattezzata torta al cianuro al momento non è in previsione, mi dispiace, anzi mi sa che mi devo rimettere a dieta.

Visto che la lavorazione del vetro è una tecnica particolare e generalmente più tradizionale di altre zone, cosa ti ha portato a voler lavorare proprio in quel campo, piuttosto che puntare su altre tecniche?

La storia di come sono arrivata al Tiffany sarebbe davvero lunga, quindi cercherò di tagliare breve il discorso. Io ho iniziato a fare gioielli per riprendere in mano il mio lato creativo dopo un lungo periodo di “coma” non saprei definirlo in altro modo.

Come tantissime artigiane ho iniziando sperimentando, comprando filo e perline. Diciamo che il divertimento è durato relativamente poco, più ci prendevo la mano e più cercavo di creare cose diverse e nuove, anche per differenziarmi. Purtroppo in quel periodo a Roma i fornitori di materiali di questo tipo erano pochi e simili. Le persone che iniziavano a darsi al fai da te e all’handmade aumentavano e quindi i lavori si somigliavano. Io non avevo ancora scoperto i negozi on line dove rifornirmi.
Questa tecnica dell’assemblaggio mi faceva sentire molto legata, ma non sapevo ancora come muovermi, all’inizio si va spesso alla cieca, ma sapevo che volevo modellare la materia nelle forme che mi venivano in mente, non solo metterla insieme, ma non potevo e avevo capito che l’uso della saldatura (questa storia la racconto meglio in una domanda di seguito!) poteva essere un modo per liberarmi da questa “schiavitù”.

Sperimentavo con vari materiali, molti di riciclo, ma il lavoro era tanto e il riscontro poco. Mi sentivo davvero legata e costretta dentro una gabbia troppo stretta. Per caso un giorno passeggiando al centro di Roma ho visto una bottega che offriva, tra l’altro, corsi di Tecnica Tiffany per gioielli. Adoravo gli oggetti Tiffany ma non avevo mai pensato che si potesse imparare a farli con un semplice corso, quindi decisi in pochi secondi di provare. Ovviamente poi, lavorando ho capito che un corso non basta, che la tecnica Tiffany ha vari livelli di difficoltà e che la creatività e la pratica sono due fattori importanti che influiscono nel risultato finale.

Ecco io mi sento ai primi step, in futuro, vorrei investire di nuovo in un corso di livello superiore. Magari non farò mai delle lampade o delle vetrate, ma potrei usare quelle tecniche avanzate per fare qualcosa di più con i miei gioielli. Per concludere, ora so che avrei potuto intraprendere altre strade, ma all’epoca non sapevo nemmeno che ci fossero, quindi è stato un caso fortunato.

Cosa ispira le tue creazioni? Dove prendi gli spunti per creare?

Io l’ispirazione generalmente la prendo da quello che mi circonda e dai materiali. Però c’è da dire che è una cosa che va esercitata. Come dicevo prima ho avuto un lungo periodo di coma creativo, non mi veniva in mente niente, e questo per una che disegna da quando le è stata data una matita in mano è davvero grave.

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In pratica avevo le idee sentivo qualcosa che dentro voleva uscire ma non sapevo come fare. Come uno sportivo che vorrebbe correre la maratona ma non riesce perché non è allenato. Ci sono idee che mi vengono in mente da stimoli esterni, ad esempio, i gioielli coi circuiti sono nati (dopo luuuungo tempo di gestazione!) perché avevo amici che mi davano questi bellissimi circuiti dicendomi “Tieni tu che sei creativa facci qualcosa!”.

Li guardavo, li riguardavo, ammiravo l’architettura i componenti e mi dicevo “C’è bellezza, devo farci qualcosa” ma il primo girocollo è arrivato dopo mesi. Quando tra le mani mi è capitato il pezzo giusto che mi ha ispirato la prima collana. Da li poi avendo capito come fare ho iniziato a “progettare” scientemente, in base a quello che avevo.

Le matrioske sono nate da un pezzo di tessuto, come la collezione giapponese, anche lì c’è stata una scintilla iniziale, ma poi l’elaborazione ha rischiesto mesi.

Invece tra le ultime creazioni che ho fatto, ho accantonato il “lampo di genio” e sono andata per ragionamento stabilendo alcuni parametri, ad esempio lo stile semplice, la semplicità di esecuzione per abbassare il costo finale e la versatilità. E sono nate le gocce!

Di solito i PALETTI che trovo sul mio lavoro mi stimolano, quando ho troppo spazio e troppe possibilità divento dispersiva. Quindi come vedi è questione di esercizio, io esercito la creatività seguendo quello che fanno altre creative, guardando film, programmi di fai da te (la collana Bianco e Nero trapezioidale mi è stata ispirata da una mattonella in un programma sulle ristrutturazioni domestiche!), cerco di andare a delle Mostre interessanti, o ad eventi dedicati all’arte, alla creatività. Poi il mio cervello mette tutto insieme ed un giorno mi viene in mente di fare un anello tridimensionale giallo. Boh!

Comunque esistono tecniche per stimolare la creatività c’è chi fa dei corsi oppure di possono usare dei testi, io ad esempio ho in lista Big Magic e La via dell’Artista per trovare nuove vie e per quando capiterà, e so che capiterà, di non avere idee ed essere bloccata.

Da dove nasce la tua passione? Come hai cominciato?

Ho cominciato scarabocchiando i muri di casa (mia madre può testimoniare) e non ho più smesso, giuro che è così! Avevo i quaderni delle elementari con i margini completamente pieni di disegni, idem per le copertine (quelle con la tavola pitagorica hai presente?) ero grafomane ma di disegno. Nessun insegnante mi ha mai ripresa perché comunque contemporaneamente riuscivo a seguire e avevo buoni voti, quindi visto che funzionava mi lasciavano fare, con la postilla su ogni pagella “ Si consigliano studi artistici!”. La passione c’era già in utero credo!

Cosa ti spinge ad andare avanti anche nei momenti in cui vorresti mollare tutto?

Ecco quando ho letto questa domanda, la prima reazione è stata una risata e un pensiero : “Ah! LA DOMANDA DELLE DOMANDE!” Subito dopo è arrivata la risposta!

Perché non posso farne a meno, è una cosa che amo, fa parte di me.

L’ho sempre fatto, vedi domanda sopra, lo farei anche se non lo avessi fatto diventare un lavoro, lo farei in un altro modo, ma dovrei farlo per forza, negli anni in cui non l’ho fatto ero come spenta, quelli per me sono stati anni buttati perché non ho creato, non ho seguito la mia natura. Tutto il resto, i social, la promozione, ecc…sono accessori, sono necessari affinché la mia passione sia anche un lavoro. Facendolo poi ho conosciuto tante persone e mi sono accorta che potevo portare bellezza e soprattutto instillare questa fiammella anche negli altri.

Questo lavoro per te è stato un colpo di fulmine o ci sei arrivata da altre attività precedenti? Se colpo di fulmine me lo racconti o se no mi racconti la tua strada per arrivarci?

In parte ho risposto sopra a questa domanda, però voglio andare più nel dettaglio per far capire che la strada raramente è diritta e lineare. Dopo le medie mi sono iscritta al liceo artistico, all’inizio avevo scelto l’accademia di moda, poi ho pensato che forse un liceo mi avrebbe dato più opzioni in futuro e ho fatto quello.

Per 4 anni (durata allora dell’artistico) ho disegnato o fatto materie pratiche per circa 4 ore al giorno. Quando ho finito ero scarica non disegnavo più sui bordi dei quaderni per capirci. Mi sono iscritta ad architettura, e dopo 3 anni e 3 esami ho capito che non faceva per me.

A quel punto anche per motivi familiari mi sono dovuta cercare un lavoro e ho fatto di tutto, volantinaggio, banchista di pasticceria, baby sitter ecc.. Dopo un corso della regione Lazio (di cui ringrazio il cielo sempre) sono diventata “Addetta all’Office Automation” ossia sapevo come funzionava un computer in maniera generica, e sapevo usare il pacchetto di Office di Windows (tutto!) lì ho ricominciato a riusare la mia creatività, smanettando sui programmi, facendo grafici pindalici di Excel, con torte, grafici a barre, fogli collegati, queri con tabelle. Modificando le impostazioi grafiche del computer, cambiavo i caratteri e i colori degli oggetti (desktorp, finestre, menù a tendina ecc….) Delle cose assurde che purtroppo ora non ricordo più come si fanno! Da questo corso ho potuto iniziare a lavorare negli uffici, ho fatto la segretaria in vari posti e da alcuni anni sono in uno studio legale.

In ogni posto ho imparato qualcosa, e anche se sembra che non c’entri con quello che faccio ora, nel mio lavoro c’è tutto questo vi assicuro.

Relativamente al Tiffany, diciamo che c’è stato un episodio che ha acceso la miccia per tutto!

Ero in un negozio dove compravo dei cristalli swarovski per fare degli anelli e in vetrina vedevo sempre un “brillocco” che mi piaceva tanto ma costava un occhio, ben 35 euro all’epoca! Ahahahah! Io speravo che facendomelo da sola costasse meno, così chiesi al titolare, omino che stava nel retro bottega come si faceva e se potevo farmelo da sola e lui viscidamente mi prese per il polso a mi accompagno al suo laboratorio e mi disse che NO, non potevo farmelo perché lui aveva fatto una minuscola e “difficilissima” saldatura in argento e che io MAI avrei potuto farla. ……Inspira! ……Espira! Ok!
Devo spiegare che per raggiungere questa calma e flemma ci ho messo tutta la vita, perché io sono una tipa molto permalosa, e mi offendo facilmente. Quindi lascio immaginare come potevo stare in quel momento. Passavo dal furioso al depresso! E come si dice a Roma “nun ce volevo stà” ossia non accettavo questa cosa!

Comunque, poco tempo dopo camminando sull’altro lato della stessa via del negozio dell’omino viscido, ho trovato la bottega dove ho fatto il corso Tiffany, quindi il karma esiste, l’anello col brillocco me lo sono comprato, ero troppo depressa dai me lo meritavo! E ora ho un saldatore gigante.

Altra domanda 🙂 c’è un libro o film che consigli e che racconta o che parla della tecnica che tu usi? (Non per apprenderla ma per vederne la bellezza e conoscere oggetti o luoghi che ne parlano)

Purtroppo un film no, ma sarebbe bellissimo davvero, dovremmo scrivere a Spielberg o qualcuno del suo calibro per farlo. Su Youtube però se ne possono trovare tantissimi, io nel mio post dedicato a Louis Comfort Tiffany ho fatto un riassunto del riassunto e ho messo dei link, ma dopo questa domanda ho fatto un’altra ricerchina, e ho trovato una chicca. Ho scoperto che uno dei pezzi più famosi di Tiffany, la lampada con le libellule, presentata all’esposizione di Parigi, è stata inventata da una donna Clara Discoll, che poi è diventata designer per Tiffany  e in questo video racconta come è successo e fa vedere alcune fasi di come è arrivata a quella lavorazione (clicca sul nome per vederlo).

Se dovessi esprimere ciò che è un tuo gioiello attraverso una sola immagine, senza l’aggiunta di descrizione scritta, quale tuo gioiello sceglieresti e come sarebbe questa foto? Che elementi avrebbe questo unico scatto, sintesi visiva del tuo immaginario?

Probabilmente metterei un foglio bianco e starei già pensando a come riempirlo, dopo aver fatto lo schizzo lo butterei e ne prenderei un altro e così via. Mentre immagino una cosa mi esalto, mentre la faccio mi scoraggio spesso, o mi stanco, non vedo l’ora che sia finito, quando è pronto lo ammiro ma subito vedo i mille difetti e mi stufo di vederlo, non vedo l’ora che trovi la sua strada, se nessuno lo indossa e lo esalta non ha motivo di esistere. Ho capito che io posso immaginare l’oggetto ma è chi lo sceglie e lo indossa a dargli vita. Per questo i miei gioielli sono spesso fuori contesto, su uno sfondo bianco, abbagliante, in un mondo delle idee. Cambiano con il mio umore, soprattutto quelli che nascono da idee venute di getto, per questo non c’è un gioiello che può rappresentare tutto.

Ci sono utensili e/o strumenti del mestiere che ancora non hai e che ti aiuterebbero nella realizzazione dei tuoi gioielli? Se si, di quali attrezzi si tratta?

Più che di utensili io spesso sento l’esigenza di corsi di “aggiornamento” per imparare tecniche che non conosco o per approfondire il Tiffany. Infatti il corso che ho fatto io era limitato alla realizzazione dei gioielli, e quindi farne un’altr più approfondito mi piacerebbe molto.

Oltre a questo, un altro corso che mi piacerebbe imparare perché mi darebbe la possibilità di fare cose nuove e diverse, è quello sulla grisaglia, una tecnica che consente di dipingere il vetro con effetti velati (sfumature del volto, piante, chiaroscuri ecc..) e permanenti. Per entrambi occorre innanzitutto spazio, quindi avendo un laboratorio sicuramente vorrei acquistare i materiali che non ho e che servono per fare queste tecniche. La grisaglia ad esempio oltre ai colori necessita di un forno per fissarli sul vetro.

Il top poi sarebbe un corso di oreficeria, anche semplicemente limitato alla lavorazione dell’argento, per poter realizzare alcuni supporti che spesso non trovo dai fornitori di argento, ma li si va a finire su un’altra materia.

Rimanendo al Tiffany, ci sono vari tipi di tagliavetro e pinze che potrebbero integrare quelli che già uso, ma non sono indispensabili.

Invece una macchina che ho scoperto da poco e che mi darebbe la possibilità di realizzare forme che ora non posso fare con la tecnica a mano, è la Taurus una macchina che permette di fare forme curve e articolate, a mano al massimo si può fare una mezzaluna. Questa davvero mi permetterebbe di realizzare cose molto particolari e di avere anche molto meno scarto di materiale. Per il momento non l’ho presa in considerazione perché è molto ingombrante e costa molto.

Un altro attrezzino che può risultare utile serve a mettere il natro di rame, ma non trovo velocizzi molto le operazioni e poi non credo permetta di scegliere il tipo di posa. Io ad esempio in alcuni casi lo metto asimmetrico per ottenere degli effetti specifici, invece questa macchina lo mette esattamente uguale sia da una parte che dall’altra, quindi continuo a fare a mano.

Ho risposto a tutte le domande che mi avete mandato, spero di essere stata esauriente ma non troppo prolissa, del resto avete fatto domande per niente scontate e facili. Come avete visto nel post ci sono vari link che possono aiutarvi ad approfondire alcune cose a cui ho accennato, l’ho fatto per essere esauriente senza scendere troppo nello specifico rendento il post ancora più lungo.

Vi invito a continuare a seguirmo sia qui sul blog che sui miei social, infatti mi potete trovare su Facebook e su Instagram e in entrambi racconto il mio lavoro e le nuove creazioni che sto realizzando.

Se volete vedere o acquistare le mie creazioni invece potete andare nel mio shop su ETSY 

A questo proposito ho preparato una sorpresa! 

Per festeggiare il mio compleanno fino alla fine della settimana ogni giorno ti proporrò un articolo con uno sconto fantastico.

Ma attenzione lo sconto sarà solo su un pezzo unico, quindi se hai messo gli occhi su qualcosa di davvero speciale “Cogli l’attimo!” e aggiudicatelo prima che lo faccia qualcun altro! Segui l’ashtag #MAKEMESHINE per trovare gli articoli in sconto.