– MAKE ME SHINE – Artisticalmente di Leonardi Emanuele

Cari amici, eccoci al primo articolo della rubrica MAKE ME SHINE del 2018, nuovo anno e nuovo giorno della settimana. Forse per questo è stato particolarmente travagliato perché l’ho iniziato a preparare nel periodo più pieno per tutti gli artigiani, il Natale.

Per fortuna a novembre avevo conosciuto un artigiano davvero bravo alla festa di San Martino a Formello, organizzata da Artingegno , a cui avevo partecipato. In realtà ci eravamo già incontrati artisticamente ad un’altra manifestazione a cui avevamo partecipato entrambi un paio di anni fa, a Nazzano, Il Sapere delle Mani, e avevo già apprezzato il suo lavoro anche se non lo avevo conosciuto di persona. Quest’anno invece ho potuto parlare con lui, toccare e provare le sue meravigliose creazioni e sono certa che vi faranno impazzire come è successo a me, per questo gli ho chiesto se voleva essere ospite della mia rubrica MAKE ME SHINE.

Come si chiama il tuo brand e di cosa si occupa?

Artisticalmente di Leonardi Emanuele è il mio progetto artistico che in questi ultimi anni sta sviluppando il concetto di “gioiello narratore” ma che ha diverse sfaccettature che vanno dalla scultura alla poesia passando appunto per il gioiello.

Mi parli della tecnica che usi e del tuo lavoro?

Emanuele parla delle sue opere

La tecnica che uso per le mie opere di gioiello scultura è la cera persa, ovviamente il processo parte ben prima della modellazione vera e propria iniziando con la scelta di un tema e del messaggio che si vuole esprimere.
Si cerca poi la migliore espressione figurativa che identifichi visivamente il messaggio. Quindi preparo bozze e disegni per studiare il movimento delle figure; da queste basi si passa alla modellazione della cera. Nel mio caso avviene il più delle volte attraverso un’aggiunta della stessa, goccia dopo goccia finché si crea il modello. Finito e rifinito si passa alla microfusione, il modello in cera lo ritroveremo in metallo per concludere con la rifinitura finale e quando l’opera è particolarmente articolata, con l’assemblaggio con gli altri materiali che la compongono.

Come l’hai scoperta ed imparata/come ci sei arrivato?

Frequentando l’istituto d’arte, ho avuto la possibilità di stare a contatto con chi frequentava la sezione oreficeria (io facevo parte di architettura). Quella fu la mia prima conoscenza di questa tecnica. Con il successivo corso di tecnico superiore per l’arredo e la suppellettile liturgica, imparai le basi di questa tecnica e vedendo i capolavori del maestro Lauri e dei suoi assistenti nacque il desiderio di affinarla.

Le opere gioiello, una volta indossate, vengono portate nel mondo, il gioiello diventa come un errante narratore

Come sei arrivato a proporti on line?

Sono del parere che ogni artista vuol dare un messaggio od emozioni e  condividerle indirettamente con chi guarda l’opera.
L’arte ha bisogno di visibilità, non ha senso sia fine a se stessa, ogni opera ha bisogno di essere condivisa, internet è solo un mezzo per facilitare questa condivisione.
Le opere gioiello, una volta indossate, vengono portate nel mondo, il gioiello diventa come un errante narratore.

Da dove trai l’ispirazione e le idee per le tue creazioni?

Un’ampia osservazione del mondo, dalla natura alle vicende umanistiche attraverso una visone sociale critica.
Mi piace usare un linguaggio comprensibile volto a sensibilizzare l’osservatore su un determinato tema, a volte la critica passa attraverso un irriverente ironia.

Come definiresti il tuo stile?

Prospettive

Certamente figurativo e dinamico, raramente le mi figure hanno una staticità a meno che questa non sia palesemente necessaria nell’opera ad esprimere un concetto.
Si inquadra nel gioiello concettuale contemporaneo, dove però la parte figurativa non è affatto secondaria al messaggio ma ne sublima il senso.

 

Certamente figurativo e dinamico, raramente le mi figure hanno una staticità

Qual’è il lavoro/l’esperienza/l’evento che ti ha dato più soddisfazioni e perché?

Valutazione del rischio

Sentire gli apprezzamenti di tante persone, esperti e non, ricevere riconoscimenti e vedere le mie opere pubblicate su libri e riviste, sono tutte cose  che danno enorme soddisfazione così come vedere il sorriso di una fanciulla che orgogliosamente indossa una mia opera o di una donna che si sente onorata di poterla acquistare.
Negli ultimi anni ho vinto Artistar Jewels 2016 ed Artistar Jewels 2017, nell’ultima edizione l’unico italiano ad essere premiato ed ho avuto l’onore di essere inserito con un intervista in una tesi di laurea sul gioiello concettuale.
In un articolo Vogue mi ha inserito tra i dieci artisti italiani da conoscere se ami il gioiello contemporaneo.
Partecipato a varie esposizioni con artisti internazionali.

Qual’è la cosa più strana/buffa/assurda che un cliente ti ha chiesto?

Preferisco sempre proporre le mie idee che sviluppare quelle altrui, ma capita di aiutare un cliente a sviluppare un suo pensiero per creare il suo gioiello ideale.
Mi è capitato di dover modificare un bassorilievo in cera  perché l’inclinazione di un volto non era quella che desiderava il cliente, aveva un “importanza fondamentale a livello simbolico”, tanto fondamentale che il cliente dimenticò di farmelo presente al momento della richiesta.

Quali sono i progetti per il futuro?

Due importanti eventi a febbraio dal 22 al 25 a Milano ad Artistar Jewels 2018 con le opere ” le prigioni della mente” ed “inutili contrasti” e dal  10 febbraio al 25 aprile a Gorizia all’evento metamorfosi di Gioiellodentro con l’opera “life”

un linguaggio universale che non passi solo attraverso il “bello” ma che grazie ad esso ne semplifichi il senso

Esodo

Cosa speri arrivi ai tuoi clienti attraverso il tuo lavoro?

Esattamente il messaggio che volevo esprimere. La mia ricerca comunicativa è volta proprio a rendere maggiormente fruibile e comprensibile il concetto dell’opera, un linguaggio universale che non passi solo attraverso il “bello” ma che grazie ad esso ne semplifichi il senso.

Ogni artigiano ha un tallone d’Achille, uno step difficile da superare, oppure vede dei difetti nel proprio lavoro che cerca continuamente di migliorare, tu ne hai uno? Quale?

Sicuramente avere una buona tecnica nella modellazione ma una solo sufficiente nella costruzione o lavorazione a banchetto. La rifinitura finale è la fase che più mi annoia, vorrei il prima possibile vedere l’opera finita e quindi tendo a velocizzare questa parte.

Capisco perfettamente Emanuele, quando si realizzano oggetti con tecniche che prevedono diversi passaggi alla fine non si vede l’ora che il pezzo sia finito e la pazienza in questi casi è davvero un grande aiuto. Come vedete non avevo scherzato quando vi dicevo che i suoi gioielli erano speciali, ricchi di grande poesia e bellezza. Gli auguriamo in bocca al lupo per i prossimi eventi a cui parteciperà e spero di potervi dire che sono andati alla stragrande.

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Se volete seguire Emanuele nel suo lavoro potete andare su

Facebook: www.facebook.com/artisticalmentedileonardiemanuele/

Sito: www.artisticalmente.com/

Io vi aspetto la prossima settimana, sempre di mercoledì per il nuovo post. Se non volete perderveli potete iscrivervi qui di fianco al blog, riceverete direttamente via email SOLO i post che pubblico qui sul blog. Iscrivetevi!

 

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