Speciale MAKE ME SHINE – Conny’s Kreations

Cari amici, se mi avete seguito fino a qui sapete che questo Make me Shine è diverso dagli altri perché le domande sono state inviate da chi mi segue e le risposte le darò io. Avete scelto come modalità di risposta un post e quindi eccoci qui! Il special MAKE ME SHINE di Conny’s Kreations. Per rispondere seguirò l’ordine di arrivo delle domande quindi ogni tanto tornerò su dei discorsi già accennati. A parte la prima, non so chi mi abbia mandato le altre domande ma non importa, le ho trovate tutte molto interessanti e niente affatto facili. Visto che non sono dal vivo ho però la possibilità di rispondervi in pantofole e senza trucco (grazie grazie!!!) e di mettervi qualche link o immagine di contorno che dal vivo non avrei potuto farvi vedere.

A quando una nuova torta al cianuro?

Questa domanda, meriterebbe una risposta in privato, ma non era previsto da regolamento quindi vado a rispondere. Cara amica “ANONIMA” la torta alle Mandorle, da te ribattezzata torta al cianuro al momento non è in previsione, mi dispiace, anzi mi sa che mi devo rimettere a dieta.

Visto che la lavorazione del vetro è una tecnica particolare e generalmente più tradizionale di altre zone, cosa ti ha portato a voler lavorare proprio in quel campo, piuttosto che puntare su altre tecniche?

La storia di come sono arrivata al Tiffany sarebbe davvero lunga, quindi cercherò di tagliare breve il discorso. Io ho iniziato a fare gioielli per riprendere in mano il mio lato creativo dopo un lungo periodo di “coma” non saprei definirlo in altro modo.

Come tantissime artigiane ho iniziando sperimentando, comprando filo e perline. Diciamo che il divertimento è durato relativamente poco, più ci prendevo la mano e più cercavo di creare cose diverse e nuove, anche per differenziarmi. Purtroppo in quel periodo a Roma i fornitori di materiali di questo tipo erano pochi e simili. Le persone che iniziavano a darsi al fai da te e all’handmade aumentavano e quindi i lavori si somigliavano. Io non avevo ancora scoperto i negozi on line dove rifornirmi.
Questa tecnica dell’assemblaggio mi faceva sentire molto legata, ma non sapevo ancora come muovermi, all’inizio si va spesso alla cieca, ma sapevo che volevo modellare la materia nelle forme che mi venivano in mente, non solo metterla insieme, ma non potevo e avevo capito che l’uso della saldatura (questa storia la racconto meglio in una domanda di seguito!) poteva essere un modo per liberarmi da questa “schiavitù”.

Sperimentavo con vari materiali, molti di riciclo, ma il lavoro era tanto e il riscontro poco. Mi sentivo davvero legata e costretta dentro una gabbia troppo stretta. Per caso un giorno passeggiando al centro di Roma ho visto una bottega che offriva, tra l’altro, corsi di Tecnica Tiffany per gioielli. Adoravo gli oggetti Tiffany ma non avevo mai pensato che si potesse imparare a farli con un semplice corso, quindi decisi in pochi secondi di provare. Ovviamente poi, lavorando ho capito che un corso non basta, che la tecnica Tiffany ha vari livelli di difficoltà e che la creatività e la pratica sono due fattori importanti che influiscono nel risultato finale.

Ecco io mi sento ai primi step, in futuro, vorrei investire di nuovo in un corso di livello superiore. Magari non farò mai delle lampade o delle vetrate, ma potrei usare quelle tecniche avanzate per fare qualcosa di più con i miei gioielli. Per concludere, ora so che avrei potuto intraprendere altre strade, ma all’epoca non sapevo nemmeno che ci fossero, quindi è stato un caso fortunato.

Cosa ispira le tue creazioni? Dove prendi gli spunti per creare?

Io l’ispirazione generalmente la prendo da quello che mi circonda e dai materiali. Però c’è da dire che è una cosa che va esercitata. Come dicevo prima ho avuto un lungo periodo di coma creativo, non mi veniva in mente niente, e questo per una che disegna da quando le è stata data una matita in mano è davvero grave.

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In pratica avevo le idee sentivo qualcosa che dentro voleva uscire ma non sapevo come fare. Come uno sportivo che vorrebbe correre la maratona ma non riesce perché non è allenato. Ci sono idee che mi vengono in mente da stimoli esterni, ad esempio, i gioielli coi circuiti sono nati (dopo luuuungo tempo di gestazione!) perché avevo amici che mi davano questi bellissimi circuiti dicendomi “Tieni tu che sei creativa facci qualcosa!”.

Li guardavo, li riguardavo, ammiravo l’architettura i componenti e mi dicevo “C’è bellezza, devo farci qualcosa” ma il primo girocollo è arrivato dopo mesi. Quando tra le mani mi è capitato il pezzo giusto che mi ha ispirato la prima collana. Da li poi avendo capito come fare ho iniziato a “progettare” scientemente, in base a quello che avevo.

Le matrioske sono nate da un pezzo di tessuto, come la collezione giapponese, anche lì c’è stata una scintilla iniziale, ma poi l’elaborazione ha rischiesto mesi.

Invece tra le ultime creazioni che ho fatto, ho accantonato il “lampo di genio” e sono andata per ragionamento stabilendo alcuni parametri, ad esempio lo stile semplice, la semplicità di esecuzione per abbassare il costo finale e la versatilità. E sono nate le gocce!

Di solito i PALETTI che trovo sul mio lavoro mi stimolano, quando ho troppo spazio e troppe possibilità divento dispersiva. Quindi come vedi è questione di esercizio, io esercito la creatività seguendo quello che fanno altre creative, guardando film, programmi di fai da te (la collana Bianco e Nero trapezioidale mi è stata ispirata da una mattonella in un programma sulle ristrutturazioni domestiche!), cerco di andare a delle Mostre interessanti, o ad eventi dedicati all’arte, alla creatività. Poi il mio cervello mette tutto insieme ed un giorno mi viene in mente di fare un anello tridimensionale giallo. Boh!

Comunque esistono tecniche per stimolare la creatività c’è chi fa dei corsi oppure di possono usare dei testi, io ad esempio ho in lista Big Magic e La via dell’Artista per trovare nuove vie e per quando capiterà, e so che capiterà, di non avere idee ed essere bloccata.

Da dove nasce la tua passione? Come hai cominciato?

Ho cominciato scarabocchiando i muri di casa (mia madre può testimoniare) e non ho più smesso, giuro che è così! Avevo i quaderni delle elementari con i margini completamente pieni di disegni, idem per le copertine (quelle con la tavola pitagorica hai presente?) ero grafomane ma di disegno. Nessun insegnante mi ha mai ripresa perché comunque contemporaneamente riuscivo a seguire e avevo buoni voti, quindi visto che funzionava mi lasciavano fare, con la postilla su ogni pagella “ Si consigliano studi artistici!”. La passione c’era già in utero credo!

Cosa ti spinge ad andare avanti anche nei momenti in cui vorresti mollare tutto?

Ecco quando ho letto questa domanda, la prima reazione è stata una risata e un pensiero : “Ah! LA DOMANDA DELLE DOMANDE!” Subito dopo è arrivata la risposta!

Perché non posso farne a meno, è una cosa che amo, fa parte di me.

L’ho sempre fatto, vedi domanda sopra, lo farei anche se non lo avessi fatto diventare un lavoro, lo farei in un altro modo, ma dovrei farlo per forza, negli anni in cui non l’ho fatto ero come spenta, quelli per me sono stati anni buttati perché non ho creato, non ho seguito la mia natura. Tutto il resto, i social, la promozione, ecc…sono accessori, sono necessari affinché la mia passione sia anche un lavoro. Facendolo poi ho conosciuto tante persone e mi sono accorta che potevo portare bellezza e soprattutto instillare questa fiammella anche negli altri.

Questo lavoro per te è stato un colpo di fulmine o ci sei arrivata da altre attività precedenti? Se colpo di fulmine me lo racconti o se no mi racconti la tua strada per arrivarci?

In parte ho risposto sopra a questa domanda, però voglio andare più nel dettaglio per far capire che la strada raramente è diritta e lineare. Dopo le medie mi sono iscritta al liceo artistico, all’inizio avevo scelto l’accademia di moda, poi ho pensato che forse un liceo mi avrebbe dato più opzioni in futuro e ho fatto quello.

Per 4 anni (durata allora dell’artistico) ho disegnato o fatto materie pratiche per circa 4 ore al giorno. Quando ho finito ero scarica non disegnavo più sui bordi dei quaderni per capirci. Mi sono iscritta ad architettura, e dopo 3 anni e 3 esami ho capito che non faceva per me.

A quel punto anche per motivi familiari mi sono dovuta cercare un lavoro e ho fatto di tutto, volantinaggio, banchista di pasticceria, baby sitter ecc.. Dopo un corso della regione Lazio (di cui ringrazio il cielo sempre) sono diventata “Addetta all’Office Automation” ossia sapevo come funzionava un computer in maniera generica, e sapevo usare il pacchetto di Office di Windows (tutto!) lì ho ricominciato a riusare la mia creatività, smanettando sui programmi, facendo grafici pindalici di Excel, con torte, grafici a barre, fogli collegati, queri con tabelle. Modificando le impostazioi grafiche del computer, cambiavo i caratteri e i colori degli oggetti (desktorp, finestre, menù a tendina ecc….) Delle cose assurde che purtroppo ora non ricordo più come si fanno! Da questo corso ho potuto iniziare a lavorare negli uffici, ho fatto la segretaria in vari posti e da alcuni anni sono in uno studio legale.

In ogni posto ho imparato qualcosa, e anche se sembra che non c’entri con quello che faccio ora, nel mio lavoro c’è tutto questo vi assicuro.

Relativamente al Tiffany, diciamo che c’è stato un episodio che ha acceso la miccia per tutto!

Ero in un negozio dove compravo dei cristalli swarovski per fare degli anelli e in vetrina vedevo sempre un “brillocco” che mi piaceva tanto ma costava un occhio, ben 35 euro all’epoca! Ahahahah! Io speravo che facendomelo da sola costasse meno, così chiesi al titolare, omino che stava nel retro bottega come si faceva e se potevo farmelo da sola e lui viscidamente mi prese per il polso a mi accompagno al suo laboratorio e mi disse che NO, non potevo farmelo perché lui aveva fatto una minuscola e “difficilissima” saldatura in argento e che io MAI avrei potuto farla. ……Inspira! ……Espira! Ok!
Devo spiegare che per raggiungere questa calma e flemma ci ho messo tutta la vita, perché io sono una tipa molto permalosa, e mi offendo facilmente. Quindi lascio immaginare come potevo stare in quel momento. Passavo dal furioso al depresso! E come si dice a Roma “nun ce volevo stà” ossia non accettavo questa cosa!

Comunque, poco tempo dopo camminando sull’altro lato della stessa via del negozio dell’omino viscido, ho trovato la bottega dove ho fatto il corso Tiffany, quindi il karma esiste, l’anello col brillocco me lo sono comprato, ero troppo depressa dai me lo meritavo! E ora ho un saldatore gigante.

Altra domanda 🙂 c’è un libro o film che consigli e che racconta o che parla della tecnica che tu usi? (Non per apprenderla ma per vederne la bellezza e conoscere oggetti o luoghi che ne parlano)

Purtroppo un film no, ma sarebbe bellissimo davvero, dovremmo scrivere a Spielberg o qualcuno del suo calibro per farlo. Su Youtube però se ne possono trovare tantissimi, io nel mio post dedicato a Louis Comfort Tiffany ho fatto un riassunto del riassunto e ho messo dei link, ma dopo questa domanda ho fatto un’altra ricerchina, e ho trovato una chicca. Ho scoperto che uno dei pezzi più famosi di Tiffany, la lampada con le libellule, presentata all’esposizione di Parigi, è stata inventata da una donna Clara Discoll, che poi è diventata designer per Tiffany  e in questo video racconta come è successo e fa vedere alcune fasi di come è arrivata a quella lavorazione (clicca sul nome per vederlo).

Se dovessi esprimere ciò che è un tuo gioiello attraverso una sola immagine, senza l’aggiunta di descrizione scritta, quale tuo gioiello sceglieresti e come sarebbe questa foto? Che elementi avrebbe questo unico scatto, sintesi visiva del tuo immaginario?

Probabilmente metterei un foglio bianco e starei già pensando a come riempirlo, dopo aver fatto lo schizzo lo butterei e ne prenderei un altro e così via. Mentre immagino una cosa mi esalto, mentre la faccio mi scoraggio spesso, o mi stanco, non vedo l’ora che sia finito, quando è pronto lo ammiro ma subito vedo i mille difetti e mi stufo di vederlo, non vedo l’ora che trovi la sua strada, se nessuno lo indossa e lo esalta non ha motivo di esistere. Ho capito che io posso immaginare l’oggetto ma è chi lo sceglie e lo indossa a dargli vita. Per questo i miei gioielli sono spesso fuori contesto, su uno sfondo bianco, abbagliante, in un mondo delle idee. Cambiano con il mio umore, soprattutto quelli che nascono da idee venute di getto, per questo non c’è un gioiello che può rappresentare tutto.

Ci sono utensili e/o strumenti del mestiere che ancora non hai e che ti aiuterebbero nella realizzazione dei tuoi gioielli? Se si, di quali attrezzi si tratta?

Più che di utensili io spesso sento l’esigenza di corsi di “aggiornamento” per imparare tecniche che non conosco o per approfondire il Tiffany. Infatti il corso che ho fatto io era limitato alla realizzazione dei gioielli, e quindi farne un’altr più approfondito mi piacerebbe molto.

Oltre a questo, un altro corso che mi piacerebbe imparare perché mi darebbe la possibilità di fare cose nuove e diverse, è quello sulla grisaglia, una tecnica che consente di dipingere il vetro con effetti velati (sfumature del volto, piante, chiaroscuri ecc..) e permanenti. Per entrambi occorre innanzitutto spazio, quindi avendo un laboratorio sicuramente vorrei acquistare i materiali che non ho e che servono per fare queste tecniche. La grisaglia ad esempio oltre ai colori necessita di un forno per fissarli sul vetro.

Il top poi sarebbe un corso di oreficeria, anche semplicemente limitato alla lavorazione dell’argento, per poter realizzare alcuni supporti che spesso non trovo dai fornitori di argento, ma li si va a finire su un’altra materia.

Rimanendo al Tiffany, ci sono vari tipi di tagliavetro e pinze che potrebbero integrare quelli che già uso, ma non sono indispensabili.

Invece una macchina che ho scoperto da poco e che mi darebbe la possibilità di realizzare forme che ora non posso fare con la tecnica a mano, è la Taurus una macchina che permette di fare forme curve e articolate, a mano al massimo si può fare una mezzaluna. Questa davvero mi permetterebbe di realizzare cose molto particolari e di avere anche molto meno scarto di materiale. Per il momento non l’ho presa in considerazione perché è molto ingombrante e costa molto.

Un altro attrezzino che può risultare utile serve a mettere il natro di rame, ma non trovo velocizzi molto le operazioni e poi non credo permetta di scegliere il tipo di posa. Io ad esempio in alcuni casi lo metto asimmetrico per ottenere degli effetti specifici, invece questa macchina lo mette esattamente uguale sia da una parte che dall’altra, quindi continuo a fare a mano.

Ho risposto a tutte le domande che mi avete mandato, spero di essere stata esauriente ma non troppo prolissa, del resto avete fatto domande per niente scontate e facili. Come avete visto nel post ci sono vari link che possono aiutarvi ad approfondire alcune cose a cui ho accennato, l’ho fatto per essere esauriente senza scendere troppo nello specifico rendento il post ancora più lungo.

Vi invito a continuare a seguirmo sia qui sul blog che sui miei social, infatti mi potete trovare su Facebook e su Instagram e in entrambi racconto il mio lavoro e le nuove creazioni che sto realizzando.

Se volete vedere o acquistare le mie creazioni invece potete andare nel mio shop su ETSY 

A questo proposito ho preparato una sorpresa! 

Per festeggiare il mio compleanno fino alla fine della settimana ogni giorno ti proporrò un articolo con uno sconto fantastico.

Ma attenzione lo sconto sarà solo su un pezzo unico, quindi se hai messo gli occhi su qualcosa di davvero speciale “Cogli l’attimo!” e aggiudicatelo prima che lo faccia qualcun altro! Segui l’ashtag #MAKEMESHINE per trovare gli articoli in sconto.

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– MAKE ME SHINE – Artisticalmente di Leonardi Emanuele

Cari amici, eccoci al primo articolo della rubrica MAKE ME SHINE del 2018, nuovo anno e nuovo giorno della settimana. Forse per questo è stato particolarmente travagliato perché l’ho iniziato a preparare nel periodo più pieno per tutti gli artigiani, il Natale.

Per fortuna a novembre avevo conosciuto un artigiano davvero bravo alla festa di San Martino a Formello, organizzata da Artingegno , a cui avevo partecipato. In realtà ci eravamo già incontrati artisticamente ad un’altra manifestazione a cui avevamo partecipato entrambi un paio di anni fa, a Nazzano, Il Sapere delle Mani, e avevo già apprezzato il suo lavoro anche se non lo avevo conosciuto di persona. Quest’anno invece ho potuto parlare con lui, toccare e provare le sue meravigliose creazioni e sono certa che vi faranno impazzire come è successo a me, per questo gli ho chiesto se voleva essere ospite della mia rubrica MAKE ME SHINE. Continua a leggere

Benvenuto Natale!

Ci siamo, entriamo nel mese di dicembre e come vedete non ho rispettato la data del lunedì per pubblicare, questo post infatti è un po’ uno spartiacque in preparazione non solo del Natale ma anche dell’anno nuovo.

Tranquilli, non sono una stacanovista del Capodanno, ne ho passato più di uno in pigiama a letto già a mezzanotte, di solito alla fine dell’anno ho un crollo fisico che non mi consente festeggiamenti sfrenati. Però ci sono tante cose importanti che si possono predisporre nel periodo di Natale.  Continua a leggere

Ma che ho fatto tutto sto tempo? Riassunto dei lavori precedenti!

Ragazzi oggi un post molto visivo e poco narrativo, perchè mi sono resa conto che a giudicare dai post, a parte raccontare tante belle storie non ho prodotto niente, invece non è proprio così, è che sono lenta e pigra nel pubblicare le mie opere, quindi cercherò di aggiornare un po’ anche il blog, ma vi ricordo che sul mio negozio Etsy trovate tutto (o quasi) quello che ho prodotto ed è disponibile.

Diciamo che ho lavorato a tre filoni creativi, chiamiamoli così!

  1. Orecchini di tutti i colori, su modelli vecchi e nuovi (questo deve essere ulteriormente ampliato ma c’è quasi tutto)
  2. Gioielli con tessuti (da piccoli scampoli quindi quasi tutti pezzi unici)
  3. Gioielli coi circuiti (per la Maker Faire, in fase di progettazione)

Iniziamo con i primi che offrono tanti spunti colori e idee e grazie speciale ad Artemarcia per tutti questi vetri colorati!

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Per il secondo filone, dopo il primo esperimento con il pizzo (di cui vi rimetto la foto) grazie ad una amica, che tra le altre cose cuce, ho ricevuto dei piccoli pezzi di tessuto da cui sono nati dei veri capolavori (modesta io!) e pezzi unici, completamente diversi per stile e genere e da abbinare con tantissimi outfit.

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In ultimo i gioielli con i circuiti, per ora ho solo tre collane grandi già fatte, ne avevo fatti molti per Codemotion (metto qualche foto dello stand dove se ne vedono alcuni) ma sono quasi tutti finiti, è rimasto solo un ciondolo e un paio di orecchini e visto che ho presentato il progetto alla Maker Faire Rome 2015 sto lavorando per disegnare e realizzare collane, ciondoli, bracciali, orecchini da esporre durante l’evento.

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Bene! Ecco tutto, che in pratica non vuol dire niente, perchè soprattutto il punto 3 è molto lacunoso e quindi. ANSIAAAAA!!!

Beh mo’ v’ho aggiornato e torno a lavorà! Voi seguitemi però!

The Hands – New video.

Qualche mese fa, cercando di programmare le attività per promuovere il mio shop e per festeggiarne i due anni di apertura avevo iniziato a pensare a modi originali per fare tutto ciò.
Come ricorderete inventai quel gioco dei collage a cui tante amiche hanno poi partecipato, riempiendo i miei social di bellissimi outfit. Nel frattempo si avvicinava il Natale, momento culminante di un anno di lavoro, quando le vendite di solito aumentano e che quindi va programmato al meglio, con tanto marketing e tanti prodotti nuovi.

Ragionavo sul fatto che la grande difficoltà che ho è far capire che, una cosa fatta a mano da me, significa che l’ho fatta davvero con le mie mani, dalla A alla Z (ok il vetro non lo fondo io, ma dovrei avere un magazzino enorme per farlo!).
Molte mie amiche artigiane possono sicuramente capirmi ma la gente è talmente abituata alla massificazione che è come spiegare cos’è il mare ad uno che ha sempre vissuto in cima ad una montagna (per questa similitudine andatevi a vedere il bellissimo film di Tornatore “La leggenda del pianista sull’oceano“).

Tra le varie cose pensai di fare un video, ma diverso dai precedenti e così a novembre faccio la mia lista delle cose da fare, compro tutti i materiali che mi mancano, programmo una serie di giornate da dedicare solo alla produzione, metto in carica i potenti mezzi tecnologici in mio possesso (compattina digitale che fa anche piccoli video!) e mi metto all’opera.

Piazzo la mia compattina in una posizione da trapezista sul gorillapod rosa, agganciato alla lente d’ingrandimento con base pesantissima, in modo che riprenda tutto quello che accade sulla mia postazione di lavoro e ….ciak si gira!

Il risultato di quei giorni di ripresa è condensato in un video di 15 minuti che finalmente oggi ho finito di produrre e ho pubblicato su youtube, è assolutamente pieno di difetti e i miei amici, fotografi e cineasti strideranno i denti ma la cosa fondamentale che volevo far vedere c’è…delle mani al lavoro e la pazienza.

A few months ago, trying to plan activities to promote my shop and to celebrate two years from the opening of it, I started to think some original ways to do everything.
As you may remember I invented a game collages wich many friends  participated, filling my social of beautiful outfits. Meanwhile, Christmas time was coming, the culmination of one year work, when sales usually increase and therefore must be programmed at best, with so many new products and marketing.

I reasoned about the great difficulty I have is to make people understand that, something handmade by me, means that I really made that item with my hands , from A to Z (ok glass bottom I do not, but I should have a huge warehouse to do it!).

Many of my friends craft can definitely understand me but people are so used to the massification that to explain this is how to explain what the sea is to someone who has always lived on top of a mountain (for this similarity went to see the beautiful Tornatore’s movie “The Legend of 1900”).

Among other things, I thought to make a video, but different from the previous ones and so in November I made my list of things to do, I bought all the materials that I miss, I planned a series of days to dedicate only to the production, I put in load powerful technological tools in my property (digital compact camera that makes even small video!) and I started work.

I’ve placed my compact camera in a position on the trapeze gorillapod pink, hooked to the magnifying glass with heavy base, so that he could take everything that happened on my workstation and …. ciak action!

The result of those days of recovery is condensed into a 15-minute video that finally today I finished producing and I posted on youtube, is absolutely full of flaws and my photographers and filmmakers friends will shudder with disgust but the main thing I wanted to do show there is… two hands at work with patience.