Se sei creativa tu lo sai fallo vedere!

Ve lo dico sono arrabbiata! (Questo post contiene parolacce, gerghi di strada e popolar regionali e offese dirette). Andate avanti nella lettura a vostro rischio e pericolo.

Scrivo questo articolo in un periodo un po’ particolare perché sto lanciando la mia nuova collezione e insieme alla soddisfazione va di pari passo lo stress del lavoro (tanto) e del tempo (poco) per promuoverla. In questa collezione una regola su tutto ha predominato “Voglio che chi indossa questi gioielli splenda e si senta meravigliosa!” (Na cosetta insomma!). Voi direte, va bene, ma quindi ti sfoghi con noi?

La mia ira si è scatenata dopo essere andata a una fiera che si definisce “La festa della Creatività”. Se siete creative o hobbiste avrete capito di cosa parlo. Ecco secondo me quella è una fiera dell’hobbistica. Un posto che prevalentemente fornisce materiali, kit e modelli già pronti da eseguire. Solo poche riescono ad uscire dai binari per creare qualcosa di nuovo. Le più sincere lo ammettono tranquillamente, a loro piace svolgere lavori manuali e seguono pedissequamente i modelli e le istruzioni fornite, realizzano oggetti molto belli o così così a seconda della manualità e dell’impegno che mettono in ciò che fanno. Trovo questo assolutamente positivo e sano.

Però non mi piace la confusione (colpa del mio ascendente Vergine!!) che si genera quando definisci Festa della Creatività, una fiera dove il 99% degli stand vendono materiale per hobby creativi a carattere prevalentemente femminile formati per la maggior parte da kit già pronti, dove non c’è spazio per un minimo di iniziativa. La vera creatività che mi ha entusiasmato lì era quella di questa associazione qui 

Chiarito questo punto, vi spiego il secondo motivo per cui sono arrabbiata.

forse sarò illusa, secondo me, se sei una creativa, cazzo si deve vedere!

Per entrare ho fatto la fila, (non sono arrabbiata per quello, me lo aspettavo!) e mentre serpentavo insieme alle altre 99 donne e un uomo verso le casse, ho notato la sciatteria delle signore. Sono cattiva? Ok, può essere! Ma, forse sarò illusa, secondo me, se sei una creativa, cazzo si deve vedere! E invece ho visto cose che voi umani….

Salendo sulla scala mobile ho avuto il piacere di avere ad altezza di sguardo la “caviglia sfilata” di una signora, non un buchino, sia chiaro, un palmo di sfilatura che sbucava dall’orlo dei pantaloni e probabilmente percorreva l’intera calza (Gambaletto? Quasi sicuro!). C’è chi mi ha fatto notare che forse era successo lungo la strada, ma io non credo. Probabilmente la poverina credeva che nessuno l’avrebbe notato, e se non fosse stato per le scale sicuramente sarebbe stato così. Diamo il beneficio del dubbio.

Ho visto tute da ginnastica con scarpe abbinate che nemmeno mia mamma mette, giacchettini grigi con scarpe grigie e pantaloni marroni; tristi, sciatte, grigine e deprimenti. Insomma se ti vesti così non esprimi la gioia che provi ad essere lì, a creare, ad incontrare altre creative, ad avere tra le mani cose per creare. Io solo a pensarci mi emoziono. Mi viene da chiedermi se sei felice di essere lì!

L’unica cosa che mi ha divertito di questi outfit (se vogliamo definirli tali) sono stati “GLI ACCESSORI”. Molte infatti erano venute attrezzate per portarsi via il mondo, in materiali e prodotti e quindi, giustamente, avevano portato i carrelli della spesa, purtroppo però anche quelli erano tristi, senza un cenno di personalizzazione, di colore, un tocco personale, un fiore all’uncinetto, uno stencil, un adesivo, ‘na spilletta, qualsiasi cosa che li ravvivasse un po’! Niente, pure lì, la morte civile.

Ecco il punto è questo! Io non capisco come puoi definirti creativa e non riuscire ad esprimerlo con tutta te stessa. C’era una signora, nemmeno tanto giovane che aveva un abbinamento improbabile, tipo dei leggins ghepardati sul beige e un maglione viola da bancarella, che per lo meno esprimeva di essere pazza, per come era combinata, ma felice di essere lì. Il resto era omologazione e piattume.

Allora, per cortesia, non andare alla Festa della Creatività! Non conciate così. Cavolo, fatevi una spilla, una collana assurda, un cappello con un pon pon gigante. Un boa di struzzo, qualcosa che mostri che siete creative!

 

Creativa significa avere un vulcano sempre attivo in testa, che non ti dà pace, che ti sobbolle dentro continuamente.

Siete creative? Dimostratelo, fatelo vedere. Dovete essere un manifesto alla gioia, alla vitalità anche alla pazzia se è come vi sentite. Creativa significa avere un vulcano sempre attivo in testa, che non ti dà pace, che ti sobbolle dentro continuamente. Significa che pure se ti dicono che non puoi, che non si fa, che non è normale, tu non puoi fare a meno di farlo, perché sennò scoppi.

Tutte noi, mentre creiamo, abbiamo un abbigliamento consono a quello che stiamo facendo, ne abbiamo già parlato in un vecchio post molto apprezzato da tutte che vi ripropongo qui, tanto per ricordarvi cosa diceva. Per me significa indossare due paia di guanti da lavoro, occhialetti protettivi, mascherina e grembiule stile maniscalco. ‘Na delizia insomma! Ma quello è per lavoro, per proteggere il mio corpo dalle schegge di vetro e gli schizzi di stagno caldo. Quando ho finito, tolgo tutto e metto gli abiti civili.

Ovviamente anche io ho dei giorni in cui non ho voglia di acchittarmi a festa, e nemmeno lo faccio, ma cerco sempre di indossare cose che mi rappresentino, almeno in parte, e che mi facciano sentire bene. Quindi scusate se poi mi viene da chiedermi perché, ad una festa della creatività la maggior parte delle partecipanti sono vestite peggio delle signore che vedo al mercato (non è un’esagerazione!). Se avete una risposta datemela vi prego!

Donne! Forza, ce la potete fare, provate a giocare un po’, guardatevi una rivista, un’attrice, un’amica se non avete idee. Cercate di capire cosa vi piace e cosa no, quando andate alle bancarelle del mercato o a fare shopping, non comprate la prima cosa che vi capita, scegliete quello che VI PIACE davvero.

Togliete le cose tristi, noiose, brutte (si diciamolo, brutte! brutte! brutte!) che sono nell’armadio e buttatele, o datele via.

Guardatevi, cosa vi piacerebbe? I capelli blu? Il rossetto rosso? Ok provate, non vi piace? Cambiate. Giocate. Abbiate coraggio! Splendete!!!

Se vi siete offese per quello che ho scritto mi dispiace davvero,ma, o mi dimostrate che ho torto a volervi più belle e luminose o iniziate a ripulire l’armadio! Vi sentite mai così? Scrivetemelo nei commenti. 

 

 

 

 

 

 

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Pulizia dell’immagine, andiamo in vacanza da noi stessi per ritrovare la nostra luce.

Avete presente quando qualcuno dice “Vorrei scappare in un’isola deserta”?

Capita anche a me,  come a tutti. Ci sono dei periodi, soprattutto quando si arriva alla fine di un periodo di intenso lavoro, o di intensi cambiamenti emotivi. Magari ci sono stati problemi in famiglia che hanno richiesto tutte le nostre energie e arriviamo letteralmente svuotati.

In questi casi il desiderio è soprattutto di staccare da tutto, rigenerarsi, fare spazio (si sempre lui!) e pulizia da tutte le scorie, fisiche ed emotive che il periodo che abbiamo affrontato ci ha lasciato.  Continua a leggere