Formichine o cicale? Tanti progetti e tanto lavoro da fare per l’autunno.

IMG_2783Rieccomi, dopo i successi delle “Artigiane diversamente fighe” che, ammetto mi hanno lasciata stupefatta, ho cercato di riprendere i ritmi normali. Ma anche se volevo subissarvi di post interessanti, come al solito mi sono persa per strada trascinata dalle mille cose che tutti abbiamo da fare e anche da qualche altra.

Intanto a parte amici che tornano e amici che vanno, il che ti cambia un po’ i ritmi, i mille eventi di fine anno, saggi, corsi, aggiornamenti, eventi estivi e tanto altro, ho cercato di portare avanti quei due progetti che avevo iniziato quando mi avete vista l’ultima volta.

Che poi mi chiedo sempre ma piacerà sta cosa? Ma non sarà troppo strana?

IMG_2883Sto sperimentando gli inserti tra i vetri grazie anche alle amiche sarte che mi mettono da parte tessuti con fantasie particolari capaci di ispirarmi al volo. Da queste commistioni ultimamente, sono venute fuori due linee in edizione limitata, molto diverse. La prima ha uno stile decisamente orientale, data dal tessuto decorato con una scena all’aperto, una donna in un giardino giapponese. La seconda molto optical in giallo e nero.

donnaNella prima sulla parte frontale la donna risalta al centro del medaglione, mentre sul retro con dei vetri intonati al tessuto ho creato l’ideogramma giapponese che sta per “donna”, a questo poi ho abbinato vari orecchini bicolore (non ve l’ho detto? Sono andata in loop per le cose spaiate, diversi colori, diverse forme…) e degli anelli a sorpresa, anche su questi sul davanti c’è il tessuto, ma sotto, c’è il vetro colorato.

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Ho realizzato poi un altro ciondolo più semplice che ricorda il segno dello jing e dello jang e che ha sul davanti uno scorcio del giardino e della pagoda.

IMG_2890Il tessuto optical giallo e nero invece mi ha dato qualche grattacapo, perchè volevo sfruttare l’effetto di movimento e renderlo ipnotico, così ho dato una forma un po’ particolare, quadrilobata che esalta la curvatura e fa sembrare che l’immagine pulsi e si muova. Il retro invece, anche se riprende i colori del tessuto, è molto più semplice e basico, ma il tutto si abbina con una serie di orecchini e anelli coordinati. IMG_2931

Come sapete non ho un modo ordinato e lineare di lavorare, seguo l’onda e subito dopo aver finito questi due grandi progetti ne ho cominciato e finito un altro di cui vi parlerò, ma la mia testa è già alla Maker Faire (siamo ancora in attesa di sapere chi andrà!) e ai gioielli coi circuiti! Aiutoooo!!!!

E voi ragazzi che state progettando? Anche voi avete le rotelline e le mani sempre all’opera? Raccontatemi i vostri progetti nei commenti se vi va e buon lavoro.

Trovate i miei prodotti qui 

Noi artigiane diversamente “fighe”!

IMG_2709Sono qui che mi incastro nei miei 40 cmq (20×20 circa) di scrivania, pezzi di vetro e scopetta per raccogliere le schegge, tagliavetro che puzza da morire per via del petrolio che c’è dentro (serve per far scivolare la lama sul vetro) e gli occhialetti per proteggere gli occhi dalle schegge, e penso!
Si, mentre litigo con questi orecchini a mezza luna in cui dovrò incastrare dei piccoli pezzi di tessuto, penso che anche se alla fine dovessero essere bellissimi, o cool, come dicono gli americani, io di cool=figo, in questo momento non ho proprio niente.
Gli occhialetti oltre a farmi caldo, e darmi fastidio mi stanno rovinando la messa in piega, per cui quando li toglierò somiglierò a Mafalda, le mie mani sono sporche di petrolio, polvere di vetro e pennarello indelebile, le mie unghie, che si sono riprese un po’ solo perché per alcuni giorni non ho lavorato, presto saranno massacrate e la mia schiena chiede pietà.
Poi penso che forse facendo un altra cosa potrei essere più figa!

11207980_964259883596851_1373917688_oMagari la ceramica!

Ripenso a Demi Moore che in Ghost lavora al tornio fino a notte fonda e poi arriva Patrick Swayze a darle, non una ma ben due mani; oppure a Frida con la bellissima Salma Hayek, una donna così forte, intensa, lei si davvero “Figa” nonostante il monociglio, e tante altre come loro, realmente esistite o frutto di fantasia.

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Ma poi penso alle mie amiche artigiane, assolutamente FIGHE, ma non nel modo classico in cui si usa questa parola. Ceramiste, piene di creta ovunque, con le unghie sporche, i capelli raccolti alla meglio, in abiti sporchi di creta con laboratori ordinati certo, ma pur sempre tracciati dalla bellissima materia che viene lavorata al loro interno.

Alle amiche sarte, con la schiena curva sulla macchina da cucire, le dita punte dagli aghi, gli occhi affaticati, le labbra  strette nella concentrazione di un ultimo punto.

11157374_10206819859804561_4347666077981174220_oQuelle che dipingono, ritagliandosi angoli in casa, tra pennelli e colori, tavolozze impiastricciate di olii e acquerelli, mentre a fianco cuoce il minestrone o che magari si portano in giro la loro passione con cavalletti e pennelli in spalla, andando a spasso per città e campagne, come facevano gli impressionisti.

Quelle che lavorano a maglia o all’uncinetto, che sull’autobus tirano fuori il loro filo magico, lo avvolgono intorno alle dita e iniziano a sferruzzare aggrappate con l’altro braccio alla sbarra per non cadere.

Alla fine mi dico che le artigiane davvero sono “diversamente fighe”, per quanto possa sembrare tutto lì a portata di mano, quando te lo propongono sul loro sito o nel loro negozio, quello che c’è dietro è un lavoro incredibile, lungo, accurato, fatto con la testa e con le mani, ma portato avanti soprattutto col cuore, perché se così non fosse, ma chi te lo fa fare!

11212288_10203937811557551_300890964_nQuindi quando andate alla prossima mostra di un artista o di un artigiano, oltrepassata l’ammirazione per le sue creazione, guardate l’eleganza delle occhiaie ottenute solo grazie alla nottata fatta per finire tutto, la bellezza dei polpastrelli sporchi, graffiati con quel callo così particolare, unico, ottenuto con lunghe sedute, non di manicure, ma di attrezzi usati e riusati fino allo sfinimento, le sfumature di colore che ombreggiano la pelle, meglio di ogni smalto super resistente, la schiena con quella curva un po’ particolare, l’inclinazione del collo, non un vezzo ma un attacco di cervicale per aver tenuto il capo chino sul tavolo di lavoro per ore ed ore e ammirate la “fighettitudine” di tutto ciò.11202753_10152792391950334_982707380_o

Questo post è dedicato alle mie amiche artigiane super COOL e ai miei odiosi occhialetti protettivi!

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