…e dopo la Maker Faire?

Ma CIAONE! Si sono ancora viva, non del tutto ripresa, ma viva. Dopo il tourdion della fiera, ma soprattutto del pre-fiera fatico a tornare a ritmi normali e a raccapezzarmi tra le mille cose da fare.12143152_1166377466709944_7098614793936512460_n

In molti mi avete chiesto di come è andata la Maker Faire. Beh! Intanto è andata, e questa è una gran bella cosa in tutti i sensi. Tra pro e contro, manifestazioni, traffico, lavori per il giubileo e lamentele varie è andata, ha avuto oltre 100.000 presenze e quindi vuol dire che è stata apprezzata e lo è sempre di più.960x280_en

Per chi non è molto addentro all’argomento diciamo che la Maker Faire è la più grande manifestazione legata al mondo maker.  Questa parola per molti non significa nulla, ma di fatto, molto banalmente, racchiude tutte quelle persone che “fanno” usando le proprie mani ma anche la propria testa, condividendo quello che scoprono o inventano, mettendo quindi a disposizione le risorse e di fatto creando una rete spontanea di condivisione di conoscenze.
In questa realtà si inseriscono poi le grandi realtà tecnologiche produttrici di software e di macchine che a volte rincorrono letteralmente il mondo maker, a volte lo affiancano fornendo anche materiali per sperimentare e a volte dialogano per creare cose nuove.
In mezzo ci siamo anche noi artigiani, o meglio “artigiani digitali”. Quella categoria di artigiani che usa le moderne tecnologie per lavorare, divulgare, promuovere e vendere i propri prodotti e che addirittura riesce a vedere le potenzialità artistiche insite in alcuni processi, sfuggite alle menti più tecnologiche. La Maker Faire è tutto questo e molto di più.12

Sono stati giorni intensi, a contatto con tantissime persone diverse, dai semplici curiosi agli esperti, giornalisti, maker, informatici, designer, insegnanti, pensionati e bambini, tutti molto interessati a vedere il “futuro”. In realtà quando ci stai in mezzo tutto ti scorre davanti molto velocemente, come la legge della relatività di Einstein, se vedi un treno da fuori corre, ma se ci stai sopra ti sembra fermo, e cose che a molti sembrano innovative per i maker sono già obsolete. 12144832_898575526891037_2816824713210462740_n

Io quest’anno ho partecipato alla Maker Faire con i miei gioielli fatti con vetro e circuiti da cui il nome “Circuiti Tiffany”, l’idea come molti di voi sanno risale a un anno fa o più, ma in effetti non avevo approfondito molto l’argomento visto che mi ero spinta su altri materiali. Comunque volevo esserci, non mi chiedete perché, a settembre ero già pentita di essermi candidata ma tant’è e quindi dopo la conferma della mia ammissione alla fiera ho iniziato a lavorare ai disegni, dovevo fare praticamente tutto. Ho disegnato per circa due mesi affrontando forse per la prima volta la crisi da foglio bianco e mentre a volte i modelli ti vengono alla mente quasi da soli, questa volta le numerose cose da fare e la fretta avevano bloccato la parte fondamentale del lavoro, quella creativa. 12038071_1155890597758631_3512681064063387132_n

E’ stato un processo davvero lungo, tagliare e levigare i circuiti, preparare i modelli, tagliare e lavorare il vetro, mi sembrava un lavoro infinito, e infatti alla fine non ho realizzato tutti i modelli che avevo disegnato. Inoltre dovevo pensare anche alla parte espositiva e per questo mi sono rivolta ad una amica per curare la parte grafica e studiare degli espositori appositi.12132959_890925684334046_1413884647_n

Ovviamente la settimana prima della fiera qualsiasi cosa che poteva andare storta ci è andata, ma grazie alle persone con cui ho collaborato e che sono rimaste dietro le quinte siamo arrivati al fatidico giorno.

12115501_898894643525792_2133354186911486134_nI tre giorni della fiera sono stati pieni, è la parola che mi viene in mente per prima, pieni di gente, di facce, di domande, di spiegazioni, di progetti, di rumore, di tutto. E mi do una gran pacca sulla spalla da sola per aver chiesto alla mia amica Nicole di stare con me allo stand. E’ stata perfetta, non ci sono altre parole per descrivere il suo lavoro, senza di lei non sarei sopravvissuta.

I gioielli, anche se di fatto non facevano nulla di tecnologico, sono stati apprezzati per quello che sono. Gioielli. Facendo brillare gli occhi a grandi e piccini.

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Lo so è molto figo avere un ciondolo che ti fa il caffè schiumato, abbinato al bracciale coordinato che ti sforna il cornetto integrale al miele. E’ sicuramente una cosa cool!

Ma i gioielli in primis devono essere belli e quando lo sono ti fanno accendere tante lucine negli occhi e i miei beh! Cavolo se l’hanno fatto!

Se questa non è interazione!

Maker Faire Stand a Firenze

OLYMPUS DIGITAL CAMERACiao ragazzi! Come sapete queste settimane dopo Firenze sono state più frenetiche e impegnate di quelle prima. Cercare di recuperare il mese di stallo dello shop, la Etsy School che prende molto tempo e i vari impegni familiari mi hanno fatto procrastinare fino ad oggi il racconto di cosa ho vissuto io alla Mostra Internazionale dell’Artigianato a Firenze.

Cercherò di essere breve, anche perchè ho parlato della Mostra in un altro post. Intanto è importante dire che se io sono potuta andare ad un evento così importante è stato merito dell’Etsy Italia Team, del FabLab Roma Maker e di Asset Camera una agenzia speciale della Camera di Commercio.

Io esponevo con altre del team nello stand della Maker Faire, e in particolare nell’anticipazione della Maker Faire Rome European Edition che si terrà a ottobre a Roma. Il tema dello stand era “L’innovazione” e noi eravamo lì con i nostri prodotti fatti a mano da cima a fondo a raccontare di come passiamo le giornate su internet a postare, listare, taggare, comunicare e essere social per vendere i nostri prodotti.10174902_242000542672084_8563475805073652242_n

In Italia la vendita on line significa Zalando e Ebay, che ovviamente nulla hanno a che fare con l’artigianato e il Made in Italy, di cui tutti si riempiono la bocca, e quindi la gente dapprima ci guardava perplessa ma poi alle nostre spiegazioni sbarrava gli occhi sorpresa.  Ovviamente si raccontava di come la Maker Faire abbia aperto i nostri orizzonti, di come da oltre un anno collaboriamo con i ragazzi di Roma Makers e di come questo abbia fatto crescere il nostro team e il loro fablab.

Inoltre c’erano anche altre realtà, i ragazzi di DiScienza che per una intera settimana hanno fatto giocare tutti i bambini che passavano nel padiglione del Lazio con pile, led, robot ed esperimenti pazzi a base di tubi, bottiglie e salti; altri fablab di Roma e del Lazio, il megaplotter da muro che ti affresca la casa con l’uomo Vitruviano di Leonardo o la Street Art; altri che dal garage sono passati ad aprire una propria attività di stampa 3D come Il team di 3D Italy, chi dal lavoro artigianale usando le nuove tecnologie è arrivato alle passerelle d’alta moda di NY come Silvia e Davide, e ovviamente immancabili i Roma Makers che hanno portato di tutto, la loro stampante 3D con cui hanno fatto un anello partendo dal mio logo, le bellissime lampade di silicone dell’architetto e designer Giorgia Origa che collabora con loro, i bijoux di riciclo di BuyBuy Baby realizzati con pezzi di computer e i progetti del loro fablab.

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Abbiamo raccontato cos’è un fablab, chi sono i makers, cosa è Etsy, come lavoriamo noi artigiane 2.0, e come noi affrontiamo le sfide di oggi, tenendo la mente e le mani impegnate. Sempre!1507562_10203539088975730_5671770634550435689_n

 

Per partecipare alla Maker Faire di ottobre andate qui http://www.makerfairerome.eu/selezioni-maker-faire-rome/