Speciale MAKE ME SHINE – Conny’s Kreations

Cari amici, se mi avete seguito fino a qui sapete che questo Make me Shine è diverso dagli altri perché le domande sono state inviate da chi mi segue e le risposte le darò io. Avete scelto come modalità di risposta un post e quindi eccoci qui! Il special MAKE ME SHINE di Conny’s Kreations. Per rispondere seguirò l’ordine di arrivo delle domande quindi ogni tanto tornerò su dei discorsi già accennati. A parte la prima, non so chi mi abbia mandato le altre domande ma non importa, le ho trovate tutte molto interessanti e niente affatto facili. Visto che non sono dal vivo ho però la possibilità di rispondervi in pantofole e senza trucco (grazie grazie!!!) e di mettervi qualche link o immagine di contorno che dal vivo non avrei potuto farvi vedere.

A quando una nuova torta al cianuro?

Questa domanda, meriterebbe una risposta in privato, ma non era previsto da regolamento quindi vado a rispondere. Cara amica “ANONIMA” la torta alle Mandorle, da te ribattezzata torta al cianuro al momento non è in previsione, mi dispiace, anzi mi sa che mi devo rimettere a dieta.

Visto che la lavorazione del vetro è una tecnica particolare e generalmente più tradizionale di altre zone, cosa ti ha portato a voler lavorare proprio in quel campo, piuttosto che puntare su altre tecniche?

La storia di come sono arrivata al Tiffany sarebbe davvero lunga, quindi cercherò di tagliare breve il discorso. Io ho iniziato a fare gioielli per riprendere in mano il mio lato creativo dopo un lungo periodo di “coma” non saprei definirlo in altro modo.

Come tantissime artigiane ho iniziando sperimentando, comprando filo e perline. Diciamo che il divertimento è durato relativamente poco, più ci prendevo la mano e più cercavo di creare cose diverse e nuove, anche per differenziarmi. Purtroppo in quel periodo a Roma i fornitori di materiali di questo tipo erano pochi e simili. Le persone che iniziavano a darsi al fai da te e all’handmade aumentavano e quindi i lavori si somigliavano. Io non avevo ancora scoperto i negozi on line dove rifornirmi.
Questa tecnica dell’assemblaggio mi faceva sentire molto legata, ma non sapevo ancora come muovermi, all’inizio si va spesso alla cieca, ma sapevo che volevo modellare la materia nelle forme che mi venivano in mente, non solo metterla insieme, ma non potevo e avevo capito che l’uso della saldatura (questa storia la racconto meglio in una domanda di seguito!) poteva essere un modo per liberarmi da questa “schiavitù”.

Sperimentavo con vari materiali, molti di riciclo, ma il lavoro era tanto e il riscontro poco. Mi sentivo davvero legata e costretta dentro una gabbia troppo stretta. Per caso un giorno passeggiando al centro di Roma ho visto una bottega che offriva, tra l’altro, corsi di Tecnica Tiffany per gioielli. Adoravo gli oggetti Tiffany ma non avevo mai pensato che si potesse imparare a farli con un semplice corso, quindi decisi in pochi secondi di provare. Ovviamente poi, lavorando ho capito che un corso non basta, che la tecnica Tiffany ha vari livelli di difficoltà e che la creatività e la pratica sono due fattori importanti che influiscono nel risultato finale.

Ecco io mi sento ai primi step, in futuro, vorrei investire di nuovo in un corso di livello superiore. Magari non farò mai delle lampade o delle vetrate, ma potrei usare quelle tecniche avanzate per fare qualcosa di più con i miei gioielli. Per concludere, ora so che avrei potuto intraprendere altre strade, ma all’epoca non sapevo nemmeno che ci fossero, quindi è stato un caso fortunato.

Cosa ispira le tue creazioni? Dove prendi gli spunti per creare?

Io l’ispirazione generalmente la prendo da quello che mi circonda e dai materiali. Però c’è da dire che è una cosa che va esercitata. Come dicevo prima ho avuto un lungo periodo di coma creativo, non mi veniva in mente niente, e questo per una che disegna da quando le è stata data una matita in mano è davvero grave.

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In pratica avevo le idee sentivo qualcosa che dentro voleva uscire ma non sapevo come fare. Come uno sportivo che vorrebbe correre la maratona ma non riesce perché non è allenato. Ci sono idee che mi vengono in mente da stimoli esterni, ad esempio, i gioielli coi circuiti sono nati (dopo luuuungo tempo di gestazione!) perché avevo amici che mi davano questi bellissimi circuiti dicendomi “Tieni tu che sei creativa facci qualcosa!”.

Li guardavo, li riguardavo, ammiravo l’architettura i componenti e mi dicevo “C’è bellezza, devo farci qualcosa” ma il primo girocollo è arrivato dopo mesi. Quando tra le mani mi è capitato il pezzo giusto che mi ha ispirato la prima collana. Da li poi avendo capito come fare ho iniziato a “progettare” scientemente, in base a quello che avevo.

Le matrioske sono nate da un pezzo di tessuto, come la collezione giapponese, anche lì c’è stata una scintilla iniziale, ma poi l’elaborazione ha rischiesto mesi.

Invece tra le ultime creazioni che ho fatto, ho accantonato il “lampo di genio” e sono andata per ragionamento stabilendo alcuni parametri, ad esempio lo stile semplice, la semplicità di esecuzione per abbassare il costo finale e la versatilità. E sono nate le gocce!

Di solito i PALETTI che trovo sul mio lavoro mi stimolano, quando ho troppo spazio e troppe possibilità divento dispersiva. Quindi come vedi è questione di esercizio, io esercito la creatività seguendo quello che fanno altre creative, guardando film, programmi di fai da te (la collana Bianco e Nero trapezioidale mi è stata ispirata da una mattonella in un programma sulle ristrutturazioni domestiche!), cerco di andare a delle Mostre interessanti, o ad eventi dedicati all’arte, alla creatività. Poi il mio cervello mette tutto insieme ed un giorno mi viene in mente di fare un anello tridimensionale giallo. Boh!

Comunque esistono tecniche per stimolare la creatività c’è chi fa dei corsi oppure di possono usare dei testi, io ad esempio ho in lista Big Magic e La via dell’Artista per trovare nuove vie e per quando capiterà, e so che capiterà, di non avere idee ed essere bloccata.

Da dove nasce la tua passione? Come hai cominciato?

Ho cominciato scarabocchiando i muri di casa (mia madre può testimoniare) e non ho più smesso, giuro che è così! Avevo i quaderni delle elementari con i margini completamente pieni di disegni, idem per le copertine (quelle con la tavola pitagorica hai presente?) ero grafomane ma di disegno. Nessun insegnante mi ha mai ripresa perché comunque contemporaneamente riuscivo a seguire e avevo buoni voti, quindi visto che funzionava mi lasciavano fare, con la postilla su ogni pagella “ Si consigliano studi artistici!”. La passione c’era già in utero credo!

Cosa ti spinge ad andare avanti anche nei momenti in cui vorresti mollare tutto?

Ecco quando ho letto questa domanda, la prima reazione è stata una risata e un pensiero : “Ah! LA DOMANDA DELLE DOMANDE!” Subito dopo è arrivata la risposta!

Perché non posso farne a meno, è una cosa che amo, fa parte di me.

L’ho sempre fatto, vedi domanda sopra, lo farei anche se non lo avessi fatto diventare un lavoro, lo farei in un altro modo, ma dovrei farlo per forza, negli anni in cui non l’ho fatto ero come spenta, quelli per me sono stati anni buttati perché non ho creato, non ho seguito la mia natura. Tutto il resto, i social, la promozione, ecc…sono accessori, sono necessari affinché la mia passione sia anche un lavoro. Facendolo poi ho conosciuto tante persone e mi sono accorta che potevo portare bellezza e soprattutto instillare questa fiammella anche negli altri.

Questo lavoro per te è stato un colpo di fulmine o ci sei arrivata da altre attività precedenti? Se colpo di fulmine me lo racconti o se no mi racconti la tua strada per arrivarci?

In parte ho risposto sopra a questa domanda, però voglio andare più nel dettaglio per far capire che la strada raramente è diritta e lineare. Dopo le medie mi sono iscritta al liceo artistico, all’inizio avevo scelto l’accademia di moda, poi ho pensato che forse un liceo mi avrebbe dato più opzioni in futuro e ho fatto quello.

Per 4 anni (durata allora dell’artistico) ho disegnato o fatto materie pratiche per circa 4 ore al giorno. Quando ho finito ero scarica non disegnavo più sui bordi dei quaderni per capirci. Mi sono iscritta ad architettura, e dopo 3 anni e 3 esami ho capito che non faceva per me.

A quel punto anche per motivi familiari mi sono dovuta cercare un lavoro e ho fatto di tutto, volantinaggio, banchista di pasticceria, baby sitter ecc.. Dopo un corso della regione Lazio (di cui ringrazio il cielo sempre) sono diventata “Addetta all’Office Automation” ossia sapevo come funzionava un computer in maniera generica, e sapevo usare il pacchetto di Office di Windows (tutto!) lì ho ricominciato a riusare la mia creatività, smanettando sui programmi, facendo grafici pindalici di Excel, con torte, grafici a barre, fogli collegati, queri con tabelle. Modificando le impostazioi grafiche del computer, cambiavo i caratteri e i colori degli oggetti (desktorp, finestre, menù a tendina ecc….) Delle cose assurde che purtroppo ora non ricordo più come si fanno! Da questo corso ho potuto iniziare a lavorare negli uffici, ho fatto la segretaria in vari posti e da alcuni anni sono in uno studio legale.

In ogni posto ho imparato qualcosa, e anche se sembra che non c’entri con quello che faccio ora, nel mio lavoro c’è tutto questo vi assicuro.

Relativamente al Tiffany, diciamo che c’è stato un episodio che ha acceso la miccia per tutto!

Ero in un negozio dove compravo dei cristalli swarovski per fare degli anelli e in vetrina vedevo sempre un “brillocco” che mi piaceva tanto ma costava un occhio, ben 35 euro all’epoca! Ahahahah! Io speravo che facendomelo da sola costasse meno, così chiesi al titolare, omino che stava nel retro bottega come si faceva e se potevo farmelo da sola e lui viscidamente mi prese per il polso a mi accompagno al suo laboratorio e mi disse che NO, non potevo farmelo perché lui aveva fatto una minuscola e “difficilissima” saldatura in argento e che io MAI avrei potuto farla. ……Inspira! ……Espira! Ok!
Devo spiegare che per raggiungere questa calma e flemma ci ho messo tutta la vita, perché io sono una tipa molto permalosa, e mi offendo facilmente. Quindi lascio immaginare come potevo stare in quel momento. Passavo dal furioso al depresso! E come si dice a Roma “nun ce volevo stà” ossia non accettavo questa cosa!

Comunque, poco tempo dopo camminando sull’altro lato della stessa via del negozio dell’omino viscido, ho trovato la bottega dove ho fatto il corso Tiffany, quindi il karma esiste, l’anello col brillocco me lo sono comprato, ero troppo depressa dai me lo meritavo! E ora ho un saldatore gigante.

Altra domanda 🙂 c’è un libro o film che consigli e che racconta o che parla della tecnica che tu usi? (Non per apprenderla ma per vederne la bellezza e conoscere oggetti o luoghi che ne parlano)

Purtroppo un film no, ma sarebbe bellissimo davvero, dovremmo scrivere a Spielberg o qualcuno del suo calibro per farlo. Su Youtube però se ne possono trovare tantissimi, io nel mio post dedicato a Louis Comfort Tiffany ho fatto un riassunto del riassunto e ho messo dei link, ma dopo questa domanda ho fatto un’altra ricerchina, e ho trovato una chicca. Ho scoperto che uno dei pezzi più famosi di Tiffany, la lampada con le libellule, presentata all’esposizione di Parigi, è stata inventata da una donna Clara Discoll, che poi è diventata designer per Tiffany  e in questo video racconta come è successo e fa vedere alcune fasi di come è arrivata a quella lavorazione (clicca sul nome per vederlo).

Se dovessi esprimere ciò che è un tuo gioiello attraverso una sola immagine, senza l’aggiunta di descrizione scritta, quale tuo gioiello sceglieresti e come sarebbe questa foto? Che elementi avrebbe questo unico scatto, sintesi visiva del tuo immaginario?

Probabilmente metterei un foglio bianco e starei già pensando a come riempirlo, dopo aver fatto lo schizzo lo butterei e ne prenderei un altro e così via. Mentre immagino una cosa mi esalto, mentre la faccio mi scoraggio spesso, o mi stanco, non vedo l’ora che sia finito, quando è pronto lo ammiro ma subito vedo i mille difetti e mi stufo di vederlo, non vedo l’ora che trovi la sua strada, se nessuno lo indossa e lo esalta non ha motivo di esistere. Ho capito che io posso immaginare l’oggetto ma è chi lo sceglie e lo indossa a dargli vita. Per questo i miei gioielli sono spesso fuori contesto, su uno sfondo bianco, abbagliante, in un mondo delle idee. Cambiano con il mio umore, soprattutto quelli che nascono da idee venute di getto, per questo non c’è un gioiello che può rappresentare tutto.

Ci sono utensili e/o strumenti del mestiere che ancora non hai e che ti aiuterebbero nella realizzazione dei tuoi gioielli? Se si, di quali attrezzi si tratta?

Più che di utensili io spesso sento l’esigenza di corsi di “aggiornamento” per imparare tecniche che non conosco o per approfondire il Tiffany. Infatti il corso che ho fatto io era limitato alla realizzazione dei gioielli, e quindi farne un’altr più approfondito mi piacerebbe molto.

Oltre a questo, un altro corso che mi piacerebbe imparare perché mi darebbe la possibilità di fare cose nuove e diverse, è quello sulla grisaglia, una tecnica che consente di dipingere il vetro con effetti velati (sfumature del volto, piante, chiaroscuri ecc..) e permanenti. Per entrambi occorre innanzitutto spazio, quindi avendo un laboratorio sicuramente vorrei acquistare i materiali che non ho e che servono per fare queste tecniche. La grisaglia ad esempio oltre ai colori necessita di un forno per fissarli sul vetro.

Il top poi sarebbe un corso di oreficeria, anche semplicemente limitato alla lavorazione dell’argento, per poter realizzare alcuni supporti che spesso non trovo dai fornitori di argento, ma li si va a finire su un’altra materia.

Rimanendo al Tiffany, ci sono vari tipi di tagliavetro e pinze che potrebbero integrare quelli che già uso, ma non sono indispensabili.

Invece una macchina che ho scoperto da poco e che mi darebbe la possibilità di realizzare forme che ora non posso fare con la tecnica a mano, è la Taurus una macchina che permette di fare forme curve e articolate, a mano al massimo si può fare una mezzaluna. Questa davvero mi permetterebbe di realizzare cose molto particolari e di avere anche molto meno scarto di materiale. Per il momento non l’ho presa in considerazione perché è molto ingombrante e costa molto.

Un altro attrezzino che può risultare utile serve a mettere il natro di rame, ma non trovo velocizzi molto le operazioni e poi non credo permetta di scegliere il tipo di posa. Io ad esempio in alcuni casi lo metto asimmetrico per ottenere degli effetti specifici, invece questa macchina lo mette esattamente uguale sia da una parte che dall’altra, quindi continuo a fare a mano.

Ho risposto a tutte le domande che mi avete mandato, spero di essere stata esauriente ma non troppo prolissa, del resto avete fatto domande per niente scontate e facili. Come avete visto nel post ci sono vari link che possono aiutarvi ad approfondire alcune cose a cui ho accennato, l’ho fatto per essere esauriente senza scendere troppo nello specifico rendento il post ancora più lungo.

Vi invito a continuare a seguirmo sia qui sul blog che sui miei social, infatti mi potete trovare su Facebook e su Instagram e in entrambi racconto il mio lavoro e le nuove creazioni che sto realizzando.

Se volete vedere o acquistare le mie creazioni invece potete andare nel mio shop su ETSY 

A questo proposito ho preparato una sorpresa! 

Per festeggiare il mio compleanno fino alla fine della settimana ogni giorno ti proporrò un articolo con uno sconto fantastico.

Ma attenzione lo sconto sarà solo su un pezzo unico, quindi se hai messo gli occhi su qualcosa di davvero speciale “Cogli l’attimo!” e aggiudicatelo prima che lo faccia qualcun altro! Segui l’ashtag #MAKEMESHINE per trovare gli articoli in sconto.

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Noi artigiane diversamente “fighe”!

IMG_2709Sono qui che mi incastro nei miei 40 cmq (20×20 circa) di scrivania, pezzi di vetro e scopetta per raccogliere le schegge, tagliavetro che puzza da morire per via del petrolio che c’è dentro (serve per far scivolare la lama sul vetro) e gli occhialetti per proteggere gli occhi dalle schegge, e penso!
Si, mentre litigo con questi orecchini a mezza luna in cui dovrò incastrare dei piccoli pezzi di tessuto, penso che anche se alla fine dovessero essere bellissimi, o cool, come dicono gli americani, io di cool=figo, in questo momento non ho proprio niente.
Gli occhialetti oltre a farmi caldo, e darmi fastidio mi stanno rovinando la messa in piega, per cui quando li toglierò somiglierò a Mafalda, le mie mani sono sporche di petrolio, polvere di vetro e pennarello indelebile, le mie unghie, che si sono riprese un po’ solo perché per alcuni giorni non ho lavorato, presto saranno massacrate e la mia schiena chiede pietà.
Poi penso che forse facendo un altra cosa potrei essere più figa!

11207980_964259883596851_1373917688_oMagari la ceramica!

Ripenso a Demi Moore che in Ghost lavora al tornio fino a notte fonda e poi arriva Patrick Swayze a darle, non una ma ben due mani; oppure a Frida con la bellissima Salma Hayek, una donna così forte, intensa, lei si davvero “Figa” nonostante il monociglio, e tante altre come loro, realmente esistite o frutto di fantasia.

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Ma poi penso alle mie amiche artigiane, assolutamente FIGHE, ma non nel modo classico in cui si usa questa parola. Ceramiste, piene di creta ovunque, con le unghie sporche, i capelli raccolti alla meglio, in abiti sporchi di creta con laboratori ordinati certo, ma pur sempre tracciati dalla bellissima materia che viene lavorata al loro interno.

Alle amiche sarte, con la schiena curva sulla macchina da cucire, le dita punte dagli aghi, gli occhi affaticati, le labbra  strette nella concentrazione di un ultimo punto.

11157374_10206819859804561_4347666077981174220_oQuelle che dipingono, ritagliandosi angoli in casa, tra pennelli e colori, tavolozze impiastricciate di olii e acquerelli, mentre a fianco cuoce il minestrone o che magari si portano in giro la loro passione con cavalletti e pennelli in spalla, andando a spasso per città e campagne, come facevano gli impressionisti.

Quelle che lavorano a maglia o all’uncinetto, che sull’autobus tirano fuori il loro filo magico, lo avvolgono intorno alle dita e iniziano a sferruzzare aggrappate con l’altro braccio alla sbarra per non cadere.

Alla fine mi dico che le artigiane davvero sono “diversamente fighe”, per quanto possa sembrare tutto lì a portata di mano, quando te lo propongono sul loro sito o nel loro negozio, quello che c’è dietro è un lavoro incredibile, lungo, accurato, fatto con la testa e con le mani, ma portato avanti soprattutto col cuore, perché se così non fosse, ma chi te lo fa fare!

11212288_10203937811557551_300890964_nQuindi quando andate alla prossima mostra di un artista o di un artigiano, oltrepassata l’ammirazione per le sue creazione, guardate l’eleganza delle occhiaie ottenute solo grazie alla nottata fatta per finire tutto, la bellezza dei polpastrelli sporchi, graffiati con quel callo così particolare, unico, ottenuto con lunghe sedute, non di manicure, ma di attrezzi usati e riusati fino allo sfinimento, le sfumature di colore che ombreggiano la pelle, meglio di ogni smalto super resistente, la schiena con quella curva un po’ particolare, l’inclinazione del collo, non un vezzo ma un attacco di cervicale per aver tenuto il capo chino sul tavolo di lavoro per ore ed ore e ammirate la “fighettitudine” di tutto ciò.11202753_10152792391950334_982707380_o

Questo post è dedicato alle mie amiche artigiane super COOL e ai miei odiosi occhialetti protettivi!

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Festa della mamma, guida pratica per regali non troppo last minute!

 

Immagine tratta da Cresce bene.com

Immagine tratta da Cresce bene.com

Ragazzi tra meno di un mese da noi sarà la festa della mamma, ed esattamente il 10 maggio 2015. Avete preparato il rametto di fiori fatto con la velina colorata come ai tempi dell’asilo? Come no! Allora avete ancora tempo per inventarvi qualcosa.

Sicuramente on line troverete tanti bei tutorial su cose più o meno utili da fare alla vostra mamma, ma se avete superato i 13 anni, credo che si aspetti da voi qualcosa di più.
Vediamo ora se organizzandoci per tempo e pensandoci insieme riusciamo a trovare qualche idea nuova, o per lo meno, non troppo scontata.
Ovviamente le mamme sono tutte diverse quindi dobbiamo prendere in considerazioni opzioni diverse, ma soprattutto ricordatevi che anche se è la vostra mamma, è una donna e una persona con dei gusti personali, e anche se vorreste regalarle qualcosa di super speciale, pensate a lei e a cosa le piace.

Foto di Dave Engledow tratte dal Calendario del padre dell'anno

Foto di Dave Engledow tratte dal Calendario del padre dell’anno

COCCOLE: Se è una mamma sempre indaffarata che pensa sempre agli altri e poco a se stessa regalatele una coccola, fate qualcosa che non fate mai. Ad esempio se abitate con lei sistemate la casa e datele un giorno di riposo dalle incombenze domestiche, vi suggerisco di bendarle gli occhi così non si farà venire l’ansia perché magari passate lo straccio senza aver spazzato prima. Se oramai siete fuori casa potete invitarla a pranzo da voi preparandole qualcosa di speciale e organizzare una bella giornata da passare insieme, facendo una passeggiata al centro oppure al mare, portatela al cinema o ad un museo, ricordatevi, pensate a cosa piace a lei.

Se oltre a queste piccole attenzioni, che sicuramente apprezzerà perché vengono da voi, volete darle qualcosa di tangibile ed economicamente di valore, potete magari regalarle un trattamento di bellezza in qualche centro estetico, valutate cose adatte a lei, non strafate, oppure un corso (di cucina, di pittura, di macramé ecc..) se la cosa le piace, ce ne sono anche di economici che durano un giorno e sono a tema.

Certo il profumo che usa sempre è un regalo che andrà a colpo sicuro e i fiori sono sempre belli e ben accetti ma “…yawn!” che noia sto già sbadigliando, vostra mamma non lo farà perché vi vuole bene e le ricorderà il famoso rametto di fiori dell’asilo,  gelosamente riposto nell’armadio, segno dell’amore del suo bambino/a, ma voi volete questo per lei? Sul serio? regalo_fiori_alla_mammma

Se purtroppo i vostri impegni non vi permettono di organizzare una giornata intera, o magari non avete tempo di girare per negozi, ma volete fare un regalo a vostra madre impacchettato e pronto, ma anche originale, vi consiglio il WEB. On line ormai si trova di tutto, proprio per questo vi prego, sforzatevi un pochino e cercatele qualcosa di speciale, certo potreste andare on line e scaricarle 10 e-book da mettere nel kindle che le avete regalato a Natale, ma magari fate finta per 5 minuti che prima di essere vostra madre è anche una donna, forse troverete qualcosa di più personale.

Per me è d’obbligo consigliarvi di rivolgervi ad un artigiano! Ommammafermituttinientepanico!

Vi assicuro che ne troverete a bizzeffe e bravissimi, che fanno tante cose diverse e, se vi muovete subito (per subito intendo appena avrete finito di leggere questo post) forse potrete chiedere anche qualcosa di personalizzato. E già, perchè è questo il bello dell’artigianato, che puoi farlo su ordinazione, dall’altra parte hai una persona, che interagisce con te, non un disco, o una lista di domande, non una FAQ, non delle opzioni, ma un essere umano, molto probabilmente anch’esso mamma-munito, che capirà le tue esigenze e si farà in quattro per aiutarti.

Vi do’ qualche sito www.etsy.com, www.dawanda.com, www.alittlemarket.it questi tre siti sono dedicati all’handmade, Etsy è mondiale e tratta anche vintage e supplies (materiali per creativi), Dawanda è tedesco e raccoglie gli artigiani di tutta Europa, A little Market è italiano, molti artigiani sono su tutte e tre le piattaforme. Se non avete mai comprato da una di queste piattaforme vi assicuro che è molto semplice, l’Etsy Italia Team ha fatto una piccola guida per il primo acquisto su Etsy .

Verificate i tempi di spedizione, soprattutto da Etsy e Dawanda, se ordinate dall’estero ovviamente si allungano, parlatene con il venditore, se non volete rischiare selezionate l’opzione per visualizzare solo i negozi che spediscono dall’Italia.

Detto questo cosa aspettate? Fate una lista delle cose che piacciono alla vostra bellissima mamma e buttatevi nella ricerca del regalo perfetto!

Qui una selezione tra i miei negozi preferiti dove potete trovare un bel regalo per la vostra mamma, ma ce ne sono tanti altri:

Cose di Isa

Cose di Isa

Saltie Creations plissè artigianale

Saltie Creations plissè artigianale

Madame Renard

Madame Renard

Forma Mentis terracotte artigianali

Forma Mentis terracotte artigianali

Kaiors Lab gioielli e ceramiche

Kaiors Lab gioielli e ceramiche

Abbigliamento e accessori Vintage

Abbigliamento e accessori Vintage

Luthopika bigiotteria

Luthopika bigiotteria

MosMea cuscini dipinti a mano

MosMea cuscini dipinti a mano

A Dream Of Leaves

A Dream Of Leaves

Spara Fuori

Spara Fuori

L'officina Ceramiche artistiche

L’officina Ceramiche artistiche

LazyLittleLuckyGirl grafica e design

LazyLittleLuckyGirl grafica e design

Sogno Ametista

Sogno Ametista

Madrab

Madrab

 

 

 

 

 

Inoltre potete sempre cercare nel mio shop, sarò felice di aiutarvi a scegliere qualcosa di speciale per la vostra mamma Unica!

Conny’s Kreations Shop compie due anni – Conny’s Kreations Shop celebrates two years

Ciao amici eccoci al primo ottobre, giorno del mio complishop!
Anche quest’anno ho cercato un modo divertente per festeggiare, e visto che non posso riunirvi tutti fisicamente per una mega festa, lo farò tramite un gioco.
In cambio oltre ad uno sconto da utilizzare nel mio negozio riceverete i miei pubblici ringraziamenti sui miei social network.
Per vedere come partecipare dovete andate quiRed PartyCollage

Hello friends here we are at the first of October, the day of my birthdayshop!
Also this year I looked for a fun way to celebrate, and since I can not physically get together all for a great party, I will do it through a game.
In return, along with a a discount to use in my shop, you will receive my public thanks on my social network.
To see how to participate you have to go here 

Collana circuiti

OLYMPUS DIGITAL CAMERA 1Ciao a tutti, mi genufletto e chiedo scusa per la lunga assenza ma dopo il fine settimana ad Anghiari in mezzo ad arcieri e dame, vestita da contadinella al mio ritorno ho fatto un salto nel tempo in avanti con una nuova collana che corro a presentarvi.

Il circuito è stato gentilmente offerto dai ragazzi del fablab Roma Makers il resto è venuto dopo un paio di esperimenti e tanti suggerimenti di amici artigiani e maker.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAOvviamente è un pezzo unico visto che questo circuito non sappiamo nemmeno da dove è stato tolto, sul retro c’è una lastra di vetro trasparente per proteggere la pelle dai graffi che potrebbero provocare le saldature.

Tutti i dettagli nel mio shop qui 

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