MAKE ME SHINE I poponcini

Eccoci ad uno dei miei appuntamenti preferiti, il MAKE ME SHINE, e questo mese ho una vera novità. Infatti l’artigiana di turno l’ho scoperta da poco (forse ci eravamo incrociate prima, ma sempre di sfuggita) durante un evento simile al Make me shine in un gruppo di cui entrambe facciamo parte. Devo dire che sono andata a sbirciare la sua pagina Facebook e mi sono ritrovata in un mondo di fiabe, tra Pinocchio e Winnie the Pooh, mi sono sentita risucchiata nella mia infanzia e mi sono innamorata.

Avrete capito che questo mese non vi parlo di gioielli, ma il MAKE ME SHINE è dedicato a quegli artigiani che mi emozionano, che con la loro arte rendono il mondo più splendente, quindi ecco a voi Annalisa e i suoi …. ve lo faccio dire da lei!

Come si chiama il tuo brand e di cosa si occupa?

Il mio brand è “i poponcini”, sono animali di stoffa caratterizzati da tessuti pregiati in fibre naturali e da un’imbottitura in pura lana. Possono essere piccoli come portachiavi o grandi come cuscini per la casa.

Come hai scelto questo nome e perché?

È una storia piuttosto lunga, che nasce molti anni fa, quando qualcuno che ancora non conoscevo mi soprannominò “poponcini”. Da allora siamo inseparabili, io e lui, io e il mio soprannome, vent’anni e tre figli insieme… E una casa invasa dalle mie creature. La scelta del nome è stata obbligata, quella che sono oggi è nata quel giorno.

Mi parli della tecnica che usi e del tuo lavoro?

Seleziono con cura i tessuti, per i loro colori, la loro consistenza, la loro storia. Cerco di abbinare ad ogni stoffa l’animale giusto e poi via, di forbici e ago. Ho dei modelli di base che ho creato personalmente a cui aggiungo dettagli improvvisati per rendere ogni volta unico il mio lavoro.

Come l’hai scoperta ed imparata/come ci sei arrivata?

Sono un’autodidatta, e ho imparato tutto quello che so fare guardando lavorare i miei familiari. Sono cresciuta in una casa dove tutti impiegavano sempre le mani in qualche modo, mamma cuciva, nonna lavorava con l’uncinetto e mio padre disegnava, dipingeva, costruiva, smontava e rimontava. Di tutto. Devo sicuramente a tutti loro la frenesia di dover usare le mani. Gli studi in architettura poi mi hanno dato il metodo, e l’acquisizione del processo di progettazione.

Ci sono arrivata in modo inaspettato, giocando con i miei figli, poi è diventata una cosa seria, ma non troppo! Mi diverto sempre mentre lavoro!

Come sei arrivata online?

Credo fosse un passaggio necessario. Fino a prima di intraprendere la strada de “i poponcini” usavo internet solo in modo “responsabile”, solo per ciò che mi serviva. Non avevo profili social. Niente di niente. Poi ho realizzato che chiusa tra le mie quattro mura non mi avrebbe trovata nessuno, e così ho registrato il mio dominio, preparato il sito, e sono approdata anche sui vari social.

Da dove trai l’ispirazione e le idee per le tue creazioni?

Dalla natura stessa, osservando e disegnando i soggetti che voglio realizzare. Quando li ho assimilati inizia quella che io chiamo fase di digestione. Il mio stomaco e la mia testa iniziano ad elaborare smontando e rimontando, fino ad immaginare il soggetto finito e le fasi necessarie alla realizzazione.

Come definiresti il tuo stile?

Bella domanda! Non lo so! È semplicemente il mio stile, non vorrei proprio definirlo in modo diverso. Darne una definizione equivarrebbe a dargli dei confini.

Qual è il lavoro/esperienza/evento che ti ha dato più soddisfazioni e perché?

Realizzando solo pezzi unici ogni volta è una storia a sé, che mi dà grandissime soddisfazioni. E più passa il tempo e più le proposte che ricevo sono sempre più interessanti. Questo 2018 per esempio è iniziato con una collezione a tema marino per il Castello Aragonese d’Ischia, un lavoro che ho amato moltissimo. Un’altra commissione che mi ha riempito d’orgoglio è stata la mascotte per una squadra di nuoto fiorentina. Per loro ho realizzato un Narvalo.

Qual è la cosa più strana/buffa/assurda che una cliente ti ha chiesto?

Sono molte! Come si fa a dirle tutte? Cosa non partoriscono quelle menti meravigliose!

Quali sono i progetti per il futuro?

Prima di tutto uscire dalla OPI-zone. Voglio aprire la partita iva, spero da gennaio 2019. E poi il grande sogno, aprire una piccola bottega in centro a Firenze. Perché va bene l’online, ma io rimango vecchio stampo e vorrei tanto avere un bandone da tirare su tutte le mattine.

Cosa speri arrivi alle tue clienti attraverso il tuo lavoro?

La passione, la cura, l’unicità. Il valore del processo creativo e quanto divertimento e sacrificio ci può essere dietro al mio lavoro.

Vi avevo avvertito che il rischio di una regressione all’infanzia era dietro l’angolo, ma trovo che Annalisa regali dei momenti di sogno davvero speciali, io la immagino li, che parla con i suoi “poponcini” mentre li crea, che gli racconta le cose che vedranno mentre gli cuce un occhio e gli da qualche consiglio su come rendere felice la persona da cui saranno adottati. 

Ora visto che siamo in estate insieme abbiamo scelto un tema marino, ma correte sui suoi social per conoscere anche gli altri poponcini!

e-mail: info@ipoponcini.it

I link ai social:

SITO: www.ipoponcini.it

FACEBOOK: facebook.com/ipoponcini

INSTAGRAM: instagram.com/ipoponcini

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