Quando gli artigiani italiani ci misero il cuore

Ci ho riflettuto!

No davvero, lo so che a volte non sembra ma stavolta ci ho riflettuto! Perché volevo parlarvi di questa cosa e dovevo decidere cosa dirvi, quindi ora ve lo dico!

In ITALIA ci sono tantissimi bravi artigiani e nessuno se li fila, la gente non se li fila, lo Stato non se li fila, la TV li usa solo per riempimento perché fa folclore ma…..non se li fila!

Fontana a Piazza Farnese

Come faccio a saperlo? Perché nei gruppi che frequento che parlano di artigianato ci sono solo artigiani!

Gli artigiani non li trovate solo nelle bottegucce del centro o nei paesini dove andate in vacanza in estate, esistono siti on line dedicati all’handmade (che vuol dire “fatto a mano”) cioè all’artigianato. Ci sono anche mercati e fiere dedicate a questo, se volete sapere dove e quando potete seguirne  in questo gruppo dedicato agli Eventi Handmade   alcuni. Tra l’altro la grande distribuzione cerca di infilarsi pure lì perché sa benissimo che già solo la parola handmade fa vendere, si deve essere quindi bravi a capire cosa può essere fatto a mano e cosa no, ad esempio che una cover per cellulare a 3 euro super carina non è fatta a mano perché per fare a mano una cosa ci vuole tempo, il tempo è denaro e quindi 3 euro (quanto prendete voi all’ora di stipendio?) capito no?

Il MADE IN ITALY non esiste più! Esistono aziende, brand, firme, marchi che producono “da qualche parte” poi portano qui, attaccano due bottoni e mettono l’etichetta Made in Italy, qualcosa si sta muovendo e infatti si sta cercando di debellare questa piaga perciò leggiamo le etichette noi possiamo mandare un forte segnale alle aziende con i nostri acquisti.

All’estero l’artigianato è valutato molto di più di quanto non è valutato in Italia, noi ci riempiamo la bocca di ” ah l’artigianato italiano di qua, l’artigianato italiano di là” ma poi quando ce l’abbiamo davanti lo vogliamo a prezzo di discount, gli stranieri lo comprano, senza battere ciglio, anzi sono fieri di portarsi a casa una cosa fatta a mano, se poi è ITALIANA ancora di più!

Ora vi dico io cosa farò! Romperò le scatole a tutti, tutti, tutti finché non li avrò convinti che l’artigianato è bello, è buono, è sano (è come le tagliatelle di Nonna Pina, solo che lei te le regalava perché era tua nonna ma io no!) e quello italiano ha qualcosa in più, perché la bellezza che vediamo noi nel nostro paese la vedono in pochi e quindi abbiamo un senso estetico innato!

Ora che vi ho spiegato brevemente e anche cinicamente (lo so sono dure da digerire!)  queste tre cosette vi invito alla lotta. La lotta si fa con l’acquisto consapevole, come quando leggete le etichette del passato di pomodoro per vedere da dove proviene, o dei biscotti per vedere quanti grassi ci sono dentro. La lotta si fa con il craftivism! Come abbiamo fatto noi alcuni anni fa, riempiendo le città di messaggi a favore dell’artigianato, della sua valorizzazione e della sua tutela (le foto su questo post sono tratte da quella bellissima esperienza).OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Spero che questo articolo NON vi sia piaciuto, che vi abbia fatto arrabbiare, spero mi diciate “c’hai torto marcio!” e “io non sono così!”. Se rientrate in una di queste categorie mi aspetto che me lo dimostriate, a partire da febbraio, attivandovi, sui social, sui gruppi, per strada, al mercato quando fate spesa (o quando decidete di non farla!) dopo leggete il post sul CRAFTIVISM che l’EIT ha preparato e riempite questo mondo di cuori! #EITcraftivism #handmaderevolution #craftivism

#EITcraftivism #handmaderevolution #craftivism

 

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4 pensieri su “Quando gli artigiani italiani ci misero il cuore

  1. Ciao! Hai ragione da vendere, non è un caso che molte artigiane siano anche clienti di altre artigiane, proprio perché sperimentano sulla loro pelle che il valore di un oggetto comprende il rispetto per chi l’ha creato. E poi… quanto sono più belle le cose fatte con vero amore? Un abbraccio, Elena

    • Elena assolutamente vero, anche per questo noi artigiane dobbiamo impegnarci sia a divulgare questa cultura (senza stare a guardare sempre e solo il nostro orticello), sia studiare sempre per realizzare prodotti sempre migliori ed unici. Purtroppo il mischiare l’hobbismo con l’artigianato ha creato molti danni a livello di percezione che hanno le persone, costa poco, vale poco, non è di valore.

  2. Sono d’accordo con te su ogni cosa, soprattutto sull’ipocrisia di chi dice di amare l’artigianato, le cose fatte bene e poi finisce per scegliere cose dozzinali perché “quelle hanno un prezzo migliore”.
    Mi piace molto anche quello che dici nel commento qui sopra: sono fermamente convinta che ci debba essere sempre e comunque dietro uno studio (tra l’altro ho appena pubblicato un articolo che parla proprio di questo sul mio blog.)
    Noi andiamo avanti, sono certa certissima che le cose cambieranno, anche grazie a iniziative come quella del craftivism! ❤

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